Amine Ahmed Galdoune, speranza del ciclismo marocchino
Un'altra "scoperta" del nostro esperto di ciclismo, Vito Bernardi...
Dopo lo spunto ripreso dal 38° GP Pino Cozzi disputato a Legnano il 4 settembre 2011, nel mio girovagare nelle gare ciclistiche un po’ in tutta Italia, sabato scorso mi sono imbattuto nuovamente in un corridore marocchino che aveva cominciato a mettersi in evidenza anche lui a Legnano e nella stessa gara di Filippo Ganna.
Parlo di Amine Ahmed Galdoune, nato a Marrachech in Marocco il 31 Maggio 1996.
A Legnano questo ragazzo mi colpì per l’impegno che metteva nel sistemare la sua bici, nel mettere in ordine i suoi indumenti di gara, nell’educazione e nel comportamento tenuto oltre che in gara (ma allora non sapevo ancora bene chi fosse e, soprattutto, quali fossero le sue potenzialità agonistiche), anche nel “dopo corsa”.

Vedevo che c’era sempre vicino a lui un signore che poi scoprii essere suo padre, Mohammed, anche lui ottimo ciclista dilettante in livrea di squadre marocchine ma anche francesi a cavallo degli anni 80.
Infuse al figlio Amine il suo entusiasmo e la sua passione per il ciclismo ed eccolo qui in Italia in bici da quasi 10 anni cominciando a correre da Giovanissimo nelle squadre della Gieffe-Fulgor di Seriate, poi nella SC Pagnoncelli da esordiente e allievo, nel Team Flli Giorgi da Juniores e, nel 2015 nel Team Colpack (la stessa squadra di Filippo Ganna) mentre da quest’anno, è “emigrato” in provincia di Brescia sotto le insegne del Team “Delio Gallina-Colosio” di Botticino in provincia di Brescia.
Vittorie non ne ha fatte molte a tutt’oggi ma, questo non è certamente un segnale negativo tutt’altro perché, tante storie insegnano che, molti campioni sono “sbocciati” subito ma altri, e potrebbe essere il caso di Galdoune, maturano più lentamente e percorrono di conseguenza una carriera molto più lunga.
Galdoune è stato Campione Nazionale del Marocco nella specialità della cronometro individuale juniores nel 2014.
Quest’anno, Amine Ahmed Galdoune ha finalmente rotto il ghiaccio cogliendo il suo primo successo da dilettante vincendo a Sorgà, nel veronese, il 27° Memorial Vincenzo Mantovani, percorrendo i 104 Km della corsa in 2h15’ alla media di kmh 45,939, dopo avere conquistato importanti piazzamenti, 2° posto a Corridonia e 4° posto a Belricetto in Emilia Romagna.
Ma, prima di questa importante vittoria, Amine, come Filippo Ganna, aveva conquistato un prestigioso titolo continentale laureandosi “Campione Continentale Africano su Pista nella specialità del Keirin”.
Insomma, una bella coincidenza per questi due ragazzi che hanno incrociato i loro destini sportivi partendo proprio dal 38° Gran Premio Pino Cozzi, militando poi entrambi nel Team Colpack imponendosi, sebbene in contesti chiaramente diversi in Pista a livello internazionale.
E in una situazione internazionale molto delicata come quella che stiamo vivendo, vedere questo giovane marocchino fare il pendolare in bicicletta tra il Marocco e l’Italia ci inorgoglisce perché non possiamo non apprezzare questo scambio di esperienze che fa solo del bene al ciclismo e non solo.
Vito Bernardi






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.