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Varese si mobilità per parità e diritti: successo per la Corsa Rosa

Grande successo per la corsa che Uisp dedica alle donne e che si è tenuta tra le Bustecche e Bizzozero

corsa rosa uisp varese 2026

Non è stata solo una corsa. È stata un’onda rosa, un grido gentile ma fermo che ha attraversato i boschi e le strade della città. Domenica scorsa, il quartiere delle Bustecche si è tinto di rosa. La Corsa Rosa non è più solo un appuntamento sul calendario sportivo varesino; è diventata il simbolo di una comunità che cammina unita per dire basta alla violenza e per reclamare diritti reali.

Circa un centinaio di partecipanti si sono dati appuntamento al mattino in piazza de Salvo per affrontare il percorso di 4,5 chilometri che ha collegato le Bustecche a Bizzozero. Ma chi si aspettava una corsa tradizionale è rimasto sorpreso: il percorso si è trasformato in una festa. C’è stato spazio per la musica delle danze, l’allegria dei balli di gruppo e il profumo delle merende condivise. Soprattutto, a dominare sono stati i sorrisi: quelli di chi sa che lo sport, quando è fatto bene, è prima di tutto relazione.

Il momento centrale della giornata è stato segnato dalle parole cariche di passione di Rita Di Toro, Presidente di Uisp Varese, che ha ricordato come la strada verso la parità sia ancora in salita: «Lo sport non è solo competizione o performance: è educazione, inclusione, libertà. È uno spazio in cui una bambina può scoprire la propria forza, ma purtroppo le disuguaglianze esistono ancora. Ci sono meno risorse, troppi stereotipi e ruoli dirigenziali sbilanciati».

Il messaggio della Presidente è un appello alla responsabilità collettiva: «La sfida non è solo aumentare i numeri, ma cambiare la cultura. Significa riconoscere lo sport come un diritto, non come un privilegio. L’augurio che faccio a tutte le donne è quello di sentirsi libere, rispettate e riconosciute ogni giorno. La vera vittoria non è una medaglia: è un mondo in cui nessuna donna debba più lottare per ciò che dovrebbe essere normale».

Ileana Maccari, vicepresidente di Uisp Varese, ha toccato le corde dell’emozione ricordando l’anniversario del primo voto alle donne e dedicando la giornata a una figura indimenticabile: «I diritti non vanno solo difesi, ma esercitati ogni giorno. Questa edizione è dedicata a Manuela Marchesi, che per i diritti delle donne è sempre stata in prima linea, con un attivismo instancabile che oggi portiamo avanti con la nostra corsa». Affianco a lei Pierluigi Mascetti, anche lui vicepresidente di Uisp Varese, che va talmente fiero dell’evento da aver costruito un format analogo per la vela, la famosa «veleggiata rosa», declinata sul valore dell’inclusione: «Ogni passo fatto insieme è un no decisivo alla violenza e un sì alla dignità e al rispetto».

A testimoniare l’importanza dell’evento per tutto il territorio è intervenuto anche l’Assessore allo Sport del Comune di Varese, Stefano Malerba: «Lo sport si conferma uno strumento potentissimo per veicolare messaggi positivi». Al termine, la sensazione non è stata quella di un evento concluso, ma di un cammino appena iniziato. Perché la Corsa Rosa della Uisp non si ferma al traguardo: continua ogni giorno nelle palestre, nelle scuole e nelle strade, finché ogni donna non potrà correre libera, senza paura e con gli stessi diritti di tutti.

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Pubblicato il 15 Aprile 2026
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