Otto marzo: la vera vittoria non è una medaglia
L'editoriale di Rita Di Toro, presidentessa UISP Varese, in occasione della Festa della Donna: «Non bisogna sentirsi speciali per un giorno ma libere e rispettate ogni giorno»
L’8 marzo non è una ricorrenza fatta di mimose, sconti o frasi di circostanza. È una data che nasce da lotte vere, da diritti conquistati con fatica e, purtroppo, da ferite che ancora oggi non sono completamente rimarginate. Parlare di Festa della Donna, oggi, significa avere il coraggio di guardare in faccia la realtà: i passi avanti ci sono stati, ma non abbastanza, e soprattutto non per tutte.
Come Presidentessa della UISP di Varese, ogni giorno vedo nello sport uno degli strumenti più potenti di trasformazione sociale. Lo sport non è solo competizione o performance: è educazione, inclusione, relazione, libertà. È uno spazio in cui una bambina può scoprire la propria forza, una ragazza può sentirsi capace, una donna può riprendersi il proprio tempo e il proprio corpo. (Foto di Engin Akyurt da Pixabay)
Eppure, anche nello sport, le disuguaglianze esistono. Ci sono meno risorse, meno visibilità, meno opportunità. Ci sono stereotipi duri a morire, ruoli dirigenziali ancora troppo sbilanciati, e troppe ragazze che smettono di praticare attività sportiva perché si sentono fuori posto, giudicate o semplicemente non sostenute.
La sfida che abbiamo davanti non è solo aumentare i numeri, ma cambiare la cultura.
Significa costruire ambienti sportivi in cui ogni donna, di qualsiasi età, origine o condizione, possa sentirsi accolta e valorizzata. Significa riconoscere lo sport come un diritto, non come un privilegio. Significa promuovere modelli positivi, formare dirigenti e tecnici sensibili alle differenze, e sostenere le associazioni che ogni giorno lavorano sul territorio.
La UISP, da sempre, si impegna per uno sport per tutti e tutte. Non uno sport selettivo, ma uno sport che unisce, che abbatte barriere, che crea comunità. E in questa visione, il protagonismo femminile non è un tema da affrontare solo l’8 marzo, ma una responsabilità quotidiana.
L’augurio che voglio fare, in questa giornata, non è quello di “sentirsi speciali” per un giorno. È quello di sentirsi libere, rispettate e riconosciute ogni giorno dell’anno. Nello sport, nel lavoro, nelle famiglie, nella società.
Perché la vera vittoria non è una medaglia: è un mondo in cui nessuna donna debba più lottare per ciò che dovrebbe essere normale.
Rita Di Toro
Presidentessa UISP Varese
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