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Anche nel Legnanese si diventa mamme sempre più tardi, ma all’Ospedale di Legnano è “boom” di parti

All'Ospedale di Legnano nel 2023 l'età media delle partorienti è stata di 31,88 anni. In tutto i parti sono stati 935, il 9% in più del 2022

stevenazzi ospedale legnano

Anche nel Legnanese si diventa mamme sempre più tardi. Lo raccontano le statistiche sull’età delle partorienti relative all’Ospedale di Legnano, dove l’età media delle partorienti nel 2023 è stata di 31,88 anni, leggermente più alta tra le mamme italiane (32,54 anni) rispetto a quelle straniere (30,6 anni): un quadro sostanzialmente in linea con il dato nazionale dal momento che in Italia l’età media al parto nel 2022 si è attestata a 32,4 anni, più alta tra le italiane (32,9 anni) rispetto alle straniere (29,6).

Lo scorso anno l’U.O.C. di Ostetrica e Ginecologia di via Papa Giovanni Paolo II ha accolto complessivamente 935 partorienti, 617 delle quali italiane e 318 straniere. La stragrande maggioranza delle donne che hanno partorito all’Ospedale di Legnano, ovvero 870 (617 italiane e 318 straniere), aveva meno di 40 anni, ma in corsia sono passate anche 61 mamme tra i 40 e i 45 anni (43 italiane e 18 straniere) e 4 con più di 45 anni (3 italiane e una straniera).

Se il dato relativo all’età media al parto non sorprende, quello che balza all’occhio è il +9% registrato nei parti rispetto al 2022, quando mediamente, invece, la decrescita si è attestata tra il 2,5 e il 3%. «È una crescita che viene da lontano, da anni di lavoro durante i quali non abbiamo mai perso parti e abbiamo voluto dedicare alla donna un’attenzione su tutti i fronti – spiega il dott. Guido Stevenazzi, direttore dell’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Legnano -, tanto che in Ginecologia abbiamo un tasso sopra l’80% di interventi mininvasivi quando in Italia e anche in Europa gli stessi tassi sono al 50% se non più bassi».

È in questo solco che si fa strada “Nascere a Legnano”, un vero e proprio percorso di presa in carico delle gestanti messo a punto dal reparto che spazia dal far conoscere le possibilità di supporto al rischio legato al parto che l’Ospedale di Legnano offre, come ad esempio la Radiologia interventistica, all’istituzione della patologia neonatale, passando per il pacchetto dolore. «Offriamo tutte le possibilità di assistenza al dolore nel travaglio – sottolinea il dott. Stevenazzi -: abbiamo un servizio di partoanalgesia con un anestesista dedicato e già da tempo utilizziamo e sappiamo usare bene il protossido, un gas euforizzante che rappresenta una via di mezzo medicalizzata ma non completamente. Per le pazienti che invece non desiderano questo tipo di aiuti, abbiamo il supporto dell’acqua con le docce».

nascere a legnano

Il percorso – che sta già trovando sponda nella nuova direzione strategica dell’ASST Ovest Milanese che fin da queste prime battute del mandato «si sta dimostrando molto attenta alla presa in carico, come anche Regione Lombardia nelle ultime informative», come ribadisce il primario -, poi, vede un altro tassello importante nella formazione delle ostetriche, che in questi anni si sono specializzate nella gestione della gravidanza e del parto a basso rischio ostetrico, pratica «molto ben valutata dalla letteratura scientifica» che permette di affidare direttamente alle cure dell’ostetrica le pazienti a basso rischio che lo desiderino, con la consapevolezza che per qualsiasi dubbio il medico è comunque nell’ambulatorio accanto.

Poi il collegamento con i consultori e i corsi, tanto in presenza quanto online, e l’ultima novità che ha “debuttato” in queste settimane: una sorta di CUP ostetrico che mette a disposizione delle donne in gravidanza un numero (333.4912415) da chiamare tre volte alla settimana – il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 11.30 alle 13 – attraverso il quale le pazienti che desiderano essere seguite all’Ospedale di Legnano per la gestazione possono parlare direttamente con le ostetriche per l’organizzazione delle visite e degli esami cui dovranno sottoporsi.

«In questo modo contiamo innanzitutto di capire bene qual è l’esigenza del nostro territorio, pur mantenendo la possibilità di accesso dal CUP – spiega il dott. Stevenazzi -. Il primo aspetto che vogliamo affrontare, che è impellente, sono le liste di attesa dell’Ostetricia: in gravidanza se salti delle visite salti degli step importanti. Per questo abbiamo aumentato gli ingressi per le pazienti che desiderano essere seguite qui e cerchiamo di sfruttare i posti aggiuntivi che si liberano per le rinunce che fisiologicamente ci sono come in tutte le specialità. Riuscire a ridurre di un mesetto le liste di attesa sulle prime visite in gravidanza sarebbe già un bel risultato».

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 26 Gennaio 2024
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