A San Magno sale la febbre per il Palio di Legnano tra cenini e riti propiziatori
In via Berchet si respira il classico clima di festa delle sere di maggio. Tra tavolate, cucina in fermento e preparativi per la cena propiziatoria, la contrada non si tira mai indietro quando c’è da fare gruppo
È iniziato dal maniero di San Magno il viaggio di Legnanonews nei manieri delle contrade nei giorni che precedono il Palio di Legnano.
In via Berchet si respira il classico clima di festa delle sere di maggio. Tra tavolate, cucina in fermento e preparativi per la cena propiziatoria, la contrada non si tira mai indietro quando c’è da fare gruppo. L’appuntamento il martedì sera prima del Palio è con la serata “Voilà”, dedicata alle immancabili scaloppine al burro. In cucina il lavoro era già nel pieno: oltre 200 scaloppine pronte per essere infarinate e poi saltate nel burro dai volontari ai fornelli, impegnati senza sosta per accogliere i contradaioli.

Ma l’attesa più grande è tutta per la cena propiziatoria di sabato sera nella piazzetta della Sala Ratti. Il gruppo scenografia, composto da dodici persone, lavora da settimane mantenendo il massimo riserbo sul progetto che accompagnerà la serata. «Per la scenografia usiamo tavole di legno che decoriamo: sul progetto c’è massimo riserbo», raccontano dal gruppo, senza però svelare altri dettagli.

Ad accoglierci c’è Sofia, contradaiola fin dalle elementari ed ex castellana. «Sono state le compagne di scuola a coinvolgermi e da allora la contrada è diventata una seconda casa», racconta. «Passo qui tantissimo tempo, ho molti amici in contrada e ogni anno se ne aggiungono di nuovi. La cosa che mi piace di più è l’incontro tra generazioni diverse: impariamo a relazionarci con bambini, adulti e coetanei».
Nel maniero di San Magno l’attesa cresce giorno dopo giorno. Dopo i cenini pre-Palio, lo sguardo è già rivolto alla propiziatoria, alla Provaccia e infine alla corsa. Ma prima non mancherà il rito propiziatorio che i contradaioli ripetono ogni anno la notte del giovedì prima del Palio. «Dopo la cena del fantino prendiamo la porta del bagno del vecchio maniero; i ragazzi rimangono in mutande e una volta arrivati in piazza fanno il giro delle fontane con la porta tenuta in alto e lo ripetono in base al numero delle vittorie. È molto divertente perchè unisce noi contradaioli ma credo che sia divertente anche da chi lo vede da fuori». E anche qui, come in ogni contrada, maggio è il mese in cui il Palio entra davvero nel cuore di tutti.













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