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“La Fondazione ha bisogno di manager ma anche di veri uomini di Palio”

Una riflessione di Piero Ferrario, con un lungo e appassionato passato di reggente di contrada, sulla Fondazione Palio e sui nuovi possibili sviluppi dell'organismo chiamato a curare l'organizzazione della festa

Palio Legnano

Con la solita schiettezza che gli attribuisce una particolare personalità nell’ambiente, Piero Ferrario, “storico” reggente di contrada, ci offre l’occasione di nuove riflessioni sulla rivoluzione che sta avvenendo nel mondo del Palio. Lo spunto è la nascente Fondazione, sulla quale il nostro amico interlocutore non nasconde un sentimento di fiducia, ma anche un altro di preoccupazione. Di seguito la lettera

Buongiorno, con la costituzione della Fondazione Palio, è d’obbligo una premessa sulla assegnazione della presidenza alla prof.ssa Maria Pia Garavaglia. Credo che la scelta non poteva essere migliore. Il suo passato di politico, le esperienze nel mondo dell’associazionismo, i trascorsi nel volontariato rappresentano garanzia assoluta per una personalità in grado di dare al Palio una occasione di crescita e di valicare davvero i confini di casa nostra.

Adesso, con la nomina di Alberto Romanò e di Massimiliano Roveda, il CdA della Fondazione deve essere completato da altri due consiglieri. Sarà una decisione che considero fondamentale per completare l’organismo. Due nomi sui quali non si può sbagliare l’individuazione. Due nomi che devono avere assolutamente uno spessore manageriale ma anche paliesco. Certi atteggiamenti improntati a considerare alcuni personaggi destinati soltanto all’oblio sono penalizzati per il Palio. Comportamenti che devono essere corretti e rivisti. Come quelli di assegnare cariche soltanto per ragioni e interessi politici.

Con la Fondazione che sta muovendo i primi passi, senza avere ancora una struttura solida, credo che si debba avere una particolare attenzione per la figura del cavaliere del Carroccio. Ritengo che il suo compito sia molto vicino a quello del direttore generale di una istituzione. Confinarlo a semplice collaboratore non aiuterà una complessa organizzazione com’è quella del nostro Palio. La sua deve essere una vera autonomia operativa, senza condizionamenti come temo sia avvenuto nell’ultimo Palio, penalizzato dalla burocrazia comunale.

In bocca al lupo a tutti per un impegno che merita il sostegno della intera città.

Piero Ferrario

di info@legnanonews.com
Pubblicato il 25 Febbraio 2022
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