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Alberto Romanò e Massimiliano Roveda colorano di gialloverde la Fondazione Palio di Legnano

I due esponenti della Famiglia Legnanese e del "Collegio" affiancheranno nel CdA la presidente Maria Pia Garavaglia. Entrambi hanno un passato da reggenti nella contrada Sant'Ambrogio

Legnano palio

Con la presidente Maria Pia Garavaglia, nell’attuale consiglio di amministrazione della Fondazione Palio di Legnano, trovano posto Alberto Romanò e Massimiliano Roveda, rispettivamente in quota alla Famiglia Legnanese e al Collegio dei capitani e delle contrade, ed entrambi esponenti di primo piano del maniero di Sant’Ambrogio. Restano da definire altri due componenti, la cui designazione è di competenza del comitato di indirizzo, simile nella composizione al “vecchio” Comitato Palio.

Alberto Romanò vanta un passato di primo piano nel mondo del Palio, di cui è stato gran maestro dal 2007 al 2011, e nella contrada Sant’Ambrogio con la carica di capitano dal 1993 al 2001. Imprenditore, è il rappresentante della Famiglia Legnanese nella quale ha la carica di consigliere. La sua e’ una famiglia fortemente impegnata nella contrada gialloverde: papà Ermanno e’ stato  capitano e gran priore, mamma Renata tra le più longeve nella carica di gran dama.

Sull’aspetto delicato del suo nuovo ruolo, Romanò, che quattro anni fa aveva fatto parte del primo gruppo di lavoro sulla Fondazione, spiega: «Ogni incarico ha aspetti gratificanti ma anche delicati. Personalmente, ho avuto la fortuna di ricoprire ruoli che hanno affilato competenze ed esperienze che oggi posso mettere a disposizione di questo nuovo progetto».

«Sicuramente sarà una sfida interessante – prosegue Romanò -. La Fondazione richiederà impegno e serietà. Non sarà un gioco, come a volte viene considerato il Palio. Io, assicuro tutti, applicherò anche qui la stessa serietà con cui ho fatto il capitano di contrada prima e il gran maestro poi, anche per rispettare la fiducia che la Famiglia Legnanese ripone in me e per la quale ringrazio il presidente Bononi e tutti i componenti dell’associazione».

«Sarà un piacere e un onore affiancare una presidente come la prof.ssa Maria Pia Gravaglia, che da ragazzo ricordo nominata spesso da mio padre per le sue presenze in città – conclude Romanò – . Le sue caratteristiche incutono fiducia per portare davvero e finalmente il nostro Palio fuori dalla spesso nominata cinta daziaria. L’occasione che ci viene data è imperdibile».

Massimiliano Roveda, come Romanò, arriva da una famiglia di Palio, con papà Giovanni prima scudiero, poi capitano e quindi gran priore, e mamma Rita tra le prime donne elette nella carica di gran priore sempre a Sant’Ambrogio. Massimiliano è stato capitano dal 2011 al 2014, vincendo il Palio nel 2012. Attualmente, è consigliere del Collegio dei capitani e delle contrade.

Roveda è stato tra i promotori dello statuto di questa Fondazione: «Non è stato un percorso semplice – spiega il neo consigliere – anche perchè ne esisteva uno precedente, che meritava qualche modifica. Il lavoro congiunto, prima in Collegio con Giuseppe La Rocca, Raffaele Bonito e Giancarlo Alberti, poi in Comune, con l’impegno del sindaco Radice e dell’assessore Bragato, e in Famiglia Legnanese, è stato notevole. Oggi, abbiamo una Fondazione assolutamente adatta a gestire una manifestazione così complessa com’è il Palio».

«Da uomo di Palio – così ancora Roveda  – devo riconoscere a questa amministrazione di essersi mossa con una visione e un impegno unici. Il sindaco Radice in particolare ha dimostrato di credere fortemente nel progetto Fondazione. Avrebbe potuto affidarla allo stretto giro di persone che gravitano nel mondo delle contrade ed invece si è affidato a una personalità di spessore nazionale, come la prof.ssa Maria Pia Garavaglia. Ha lasciato ancora alle contrade la maggioranza nel Comitato di indirizzo. Ha assicurato con i fatti e non semplicemente a parole una vicinanza fondamentale al nostro ambiente. Rassicurazione che mi aiutano personalmente ad affrontare questa esperienza con animo sereno e fiducioso. Non sarà semplice, ma l’ottimismo e la felicità superano ogni altro sentimento».

Per completare il CdA della Fondazione, mancano ancora due nomi. Almeno uno dovrà essere di una donna.

di direttore@legnanonews.com
Pubblicato il 12 Febbraio 2022
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