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Niccolò De Santis apre Tony Pitony al Rugby Sound: “Saremo la band d’apertura meno sfigata della storia”

Il giovane crooner sulle orme di Sinatra, vincitore con la sua band del Contest del Primo Maggio a Legnano, fa ironia sul ruolo delle band che aprono i concerti. Sarà sul palco dell'isola del Castello il 2 luglio

Generico 29 Jun 2026

In un’intervista rilasciata a LegnanoNews dopo la vittoria del contest del Concerto del Primo Maggio a Legnano, aveva espresso un desiderio: aprire il concerto di Tony Pitony oppure quello di Elio e le Storie Tese. Quel sogno si è avverato. Sarà infatti Niccolò De Santis ad aprire giovedì 2 luglio la serata inaugurale del Rugby Sound 2026, con protagonista Tony Pitony, già soldout all’Isola del Castello, come premio per avere vinto il concorso organizzato dai sindacati. Un’occasione importante per il giovane cantautore di Milano, che salirà sul palco davanti a migliaia di spettatori con il suo progetto di brani inediti.

Generico 29 Jun 2026

Con lui saliranno sul palco Daniele Bettini alle tastiere, Davide Ceiner alla batteria, Vittorio Romano al contrabbasso e Matteo Vertua alla tromba, la stessa formazione con cui ha conquistato giuria e pubblico al contest del Primo Maggio grazie ai brani Sentieri diversi, Where Are You?, La vita è un ballo e Meme.

«Stavo aspettando questa conferma, ero davvero emozionato», racconta De Santis. Per lui sarà un debutto speciale: «Questa è un’emozione nuova. Ho già suonato davanti a migliaia di persone, ma sempre come parte di spettacoli costruiti sui brani di altri artisti. Questa volta ci sono io con i miei pezzi. Dal punto di vista degli inediti sono poco più che un esordiente, anche se faccio questo lavoro da tredici anni».

Mezz’ora per conquistare il pubblico

La band avrà a disposizione una mezz’ora e presenterà sei brani originali, tra cui uno scritto insieme a Roberto De Rosa, bassista che ha collaborato con Arisa e Sal Da Vinci, oltre a una cover di Me and Mrs. Jones di Billy Paul. «Con i ragazzi abbiamo preparato arrangiamenti ad hoc per coinvolgere il pubblico. Sappiamo di essere una band d’apertura, sappiamo di non essere “popolari”, ma ai miei ho detto: “Cerchiamo di essere la band d’apertura meno sfigata della storia“. È una battuta, naturalmente: daremo tutto per spaccare».

L’affinità con Tonypitony

Tra gli artisti del cartellone del Rugby Sound, Tony Pitony era proprio uno di quelli con cui De Santis sperava di condividere il palco. «Ha un’ironia molto pungente e diretta. Musicalmente è bravissimo e ha dimostrato che anche il jazz e lo swing possono trovare spazio sul palco di Sanremo». Anche De Santis fa dell’ironia uno degli elementi della sua musica, seppure con uno stile diverso: «Oggi sto scrivendo canzoni più leggere. La mia panacea è il sorriso, soprattutto nelle situazioni più difficili. Amo Charlie Chaplin e mi ispiro a Sergio Caputo, Carosone e Jannacci, artisti che sapevano intrattenere con intelligenza e ironia. Io mi diverto tantissimo quando scrivo e spero che questo arrivi anche al pubblico».

Tredici anni di gavetta

Dietro questo traguardo c’è una lunga gavetta. «Ho iniziato come tanti, nei pub e nelle birrerie. Poi mi sono detto che era arrivato il momento di aumentare la difficoltà e sono andato a lavorare nei villaggi turistici. È stata una sfida bellissima e un’esperienza formativa che porto sempre nel cuore». Al Tanka Village ha avuto l’occasione di confrontarsi con gli speaker di Radio Italia e con artisti come Umberto Tozzi, Noemi, The Kolors e Sangiovanni. «Mi sono portato a casa soprattutto la loro generosità sul palco. È quello che cerco di dare anch’io: dopo ogni concerto sono sempre sfibrato, perché cerco di lasciare tutto al pubblico».

Anche la danza è entrata nel suo percorso artistico. «Ho iniziato a studiarla per migliorare la postura. Mi riguardavo nei video delle esibizioni e non mi piaceva come mi muovevo. La danza mi ha insegnato equilibrio, controllo e a non ostentare. Sono tutte cose che oggi mi aiutano quando salgo sul palco».

Il sogno dei crooner

Il live del Rugby Sound sarà anche l’occasione per raccontare la sua identità musicale. «Io sono un crooner e mi metto nel solco di quella tradizione. Cerco di raccogliere l’eredità di artisti come Sinatra, con l’umiltà di chi continua a imparare». Sul palco porterà sei inediti e una cover, alternando italiano e inglese, senza dimenticare le influenze jazz e swing che caratterizzano il suo repertorio.

E in futuro? «La mia idea è ampliare l’organico, trovare una produzione interessata a questo genere e realizzare un omaggio ai crooner con i miei pezzi. Mi piacciono gli standard jazz, è da lì che ho imparato a cantare. Mi sono innamorato di Michael Bublé quando avevo 15 anni, ma il sogno è costruire uno spettacolo con un’identità tutta mia».

De Santis si esibirà poco dopo le 20, 15; lo show di Tony Pitony avrà inizio alle 21.30

Tony Pitony già soldout

La data di Tony Pitony a Legnano, inserita nel cartellone del Rugby Sound Festival, ha fatto registrare in pochissimo tempo il tutto esaurito, diventando il sold out più veloce nella storia della manifestazione.

Tony Pitony è un artista concettuale siciliano la cui ricerca si colloca al confine tra musica, performance e teatro. Il suo lavoro unisce influenze eterogenee, dalla visionarietà degli anni Sessanta alla musica elettronica, dall’estetica trash al fetish e all’antiproibizionismo. Ne nasce un linguaggio ironico e provocatorio, che rifiuta etichette di genere e logiche di mercato. Artista gender fluid, Pitony sovverte stereotipi legati a sessualità, identità e narrazione storica, privilegiando un’ispirazione autentica e radicalmente personale. Al centro del progetto c’è l’annientamento dell’ego e l’abbattimento della distanza tra artista e pubblico, con il palco che diventa spazio di relazione, incontro e partecipazione. Dopo un’importante esperienza nei musical e nella prosa del West End londinese, Pitony ha scelto di interrompere un percorso artistico standardizzato per costruire una realtà indipendente, in cui corpo, voce e visione generano il format e non vi si adattano. Oggi Tony Pitony è il fulcro di una realtà collettiva e multidisciplinare, una famiglia creativa che rifiuta l’arte preconfezionata e valorizza l’imperfezione come elemento umano e politico. Il progetto si configura come un’idea condivisa, che trasforma disagio, difetti e differenze in uno strumento di identità e liberazione collettiva.

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 01 Luglio 2026
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