Affitti fino a 1.100 euro per un bilocale nell’Alto Milanese, la UIL lancia l’allarme: “Emergenza abitativa”
La UIL chiede la costituzione di un Patto Territoriale per l'Abitare, attraverso un tavolo di confronto che coinvolga sindacati, Comuni dell'Alto Milanese, ALER, Agenzia dell'Abitare e associazioni dei proprietari
Affitti sempre più alti e stipendi che non bastano a sostenere le spese per la casa. La UIL Lombardia lancia l’allarme sull’emergenza abitativa nell’Alto Milanese, un problema che coinvolge lavoratori, giovani coppie, pensionati e famiglie, sempre più in difficoltà nel trovare un alloggio a prezzi accessibili. Secondo quanto segnalato dal sindacato, nel territorio che va da Legnano a Magenta e Abbiategrasso, passando per Parabiago, Canegrate, Castano Primo e gli altri comuni del Magentino, un bilocale costa mediamente tra gli 800 e i 1.100 euro al mese, mentre per un trilocale si superano i 1.200 euro. Per un appartamento di appena 50 metri quadrati, la spesa media indicata è di circa 780 euro mensili. Cifre che, a fronte di stipendi e pensioni da 1.200 euro, rischiano di assorbire gran parte del reddito disponibile.
«Non possiamo parlare di dignità del lavoro se un lavoratore spende il 60% del proprio stipendio solo per pagare l’affitto – sottolinea Angelo Bonomo, coordinatore territoriale UIL Lombardia Legnano, Magenta e Abbiategrasso – “Zero morti sul lavoro” e “zero lavoratori fantasma” significa anche garantire il diritto a una casa dignitosa e sicura a tutte le persone. Chi lavora negli ospedali di Legnano e Magenta, nelle fabbriche e nel settore della logistica dell’Alto Milanese deve potersi permettere di abitare qui. La UIL è pronta a fare la sua parte fino in fondo».
Una situazione che, secondo il sindacato, sta producendo conseguenze sempre più evidenti sul territorio. Il Coordinamento Territoriale UIL riferisce di lavoratori costretti a lunghi spostamenti quotidiani perché non possono permettersi un’abitazione vicino al luogo di lavoro, giovani che non riescono a lasciare la casa dei genitori e famiglie alle prese con situazioni di morosità incolpevole o con il rischio di perdere l’abitazione a causa di mutui diventati insostenibili. Aumenta anche la richiesta di soluzioni abitative temporanee, alle quali i Comuni cercano di rispondere con le risorse disponibili. Per affrontare quella che definisce una vera e propria emergenza abitativa, la UIL chiede interventi immediati e strutturali, a partire dalla costituzione di un Patto Territoriale per l’Abitare, attraverso un tavolo di confronto che coinvolga sindacati, Comuni dell’Alto Milanese, ALER, Agenzia dell’Abitare e associazioni dei proprietari.
Tra le proposte avanzate dal sindacato c’è anche il potenziamento dei contratti a canone concordato, attraverso incentivi e garanzie per i proprietari degli immobili, valorizzando le esperienze già avviate a Legnano, Nerviano, Parabiago, Rescaldina e negli altri Comuni dell’ambito territoriale. Un altro punto riguarda il recupero degli alloggi pubblici sfitti, con la richiesta di sbloccare gli interventi di manutenzione degli appartamenti ALER e comunali attualmente inutilizzati, partendo da Legnano, per rimetterli a disposizione dei cittadini. Al centro delle richieste della UIL c’è infine il legame tra casa e lavoro: garantire a chi lavora nei servizi essenziali, nelle aziende e nelle strutture sanitarie del territorio la possibilità di vivere vicino al proprio posto di lavoro. Nel frattempo, il Coordinamento Territoriale UIL continuerà a offrire assistenza gratuita ai lavoratori e alle famiglie in difficoltà abitativa, in collaborazione con UNIAT, nelle sedi di Legnano, Cuggiono, Magenta e Abbiategrasso.










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