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Sindacati: «Siamo stanchi di contare morti e feriti. Dal Governo ci aspettiamo risposte rapide»

È Massimo Balzarini della segreteria Cgil Lombardia a commentare la notizia della morte di un camionista a Cesano Maderno e quella di un operaio edile a Milano. Una tragedia, quella degli incidenti sul lavoro, sentita anche nell'Alto Milanese

Sindacati

«Siamo stanchi di contare morti e feriti, il lavoro non può essere un campo di battaglia». È Massimo Balzarini della segreteria Cgil Lombardia a commentare la notizia della morte di un camionista a Cesano Maderno e quella di un operaio edile a Milano. Il primo è morto sul colpo, travolto dal peso che stava trasportando, il secondo ha lottato per la vita ma non ce l’ha fatta: la caduta da un ponteggio ha spento la sua vita.

In base ai dati Inail aggiornati a settembre 2021, in Lombardia dall’inizio dell’anno sono morte 125 persone. Nello stesso periodo le denunce d’infortunio sono 72.234. Da gennaio a settembre 2021 sono morti a Brescia 33 lavoratori. Segue la provincia di Milano con 32 morti sul lavoro. Bergamo ne conta 17. Un problema sentito anche nell’Alto Milanese, non a caso i sindacati della Cgil Ticino Olona, Cisl e Uil hanno  deciso di proporre alle associazioni di rappresentanza delle imprese un tavolo territoriale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

«Regione Lombardia dia attuazione degli impegni già previsti sul potenziamento dei servizi ispettivi e per riunificare e rafforzare i dipartimenti di prevenzione – sottolinea Balzarini -. Dal Governo ci aspettiamo risposte rapide in continuità con i provvedimenti che rispondono solo ad alcune nostre richieste, attendiamo ancora il confronto sulla formazione e sulla prevenzione. Tempestivamente si istituiscano la patente a punti e rafforzino i controlli già annunciati. Le aziende si devono impegnare a garantire la salute e la sicurezza».

di gea.somazzi@legnanonews.com
Pubblicato il 18 Novembre 2021
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