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Data center tra Rho e Alto Milanese: progetti, proteste e richieste di nuove regole

Il sindaco di Rho chiede alla Regione di modificare la legge, mentre Sos Fornace invoca una moratoria. Da Pregnana Milanese a Vittuone e Sedriano si moltiplicano i progetti. Il nodo delle infrastrutture elettriche arriva fino a Nerviano

Generico 05 Oct 2026

La questione data center continua a far parlare sul territorio. C’è chi è contrario, chi chiede più regole e altri ancora restano ad osservare gli sviluppi. Tra gli interrogativi c’è quello sul consumo di energia, sull’impatto ambientale e sulla capacità dei Comuni di governare questi nuovi insediamenti. A tal proposito il sindaco di Rho, Andrea Orlandi, in questi giorni ha chiesto a Regione Lombardia di modificare la normativa. Nel contempo c’è stata la mobilitazione promossa da Sos Fornace per chiedere invece di fermare le nuove autorizzazioni. Due posizioni diverse che mettono al centro lo stesso problema: come gestire una trasformazione industriale che non riguarda più soltanto i singoli Comuni, ma un’intera area metropolitana. La sfida per il nord-ovest milanese è capire non soltanto quanti data center potranno essere realizzati, ma quale impatto complessivo avranno su energia, ambiente, infrastrutture e sviluppo del territorio. In sisntesi tra Rho, Pregnana Milanese, Vittuone e Sedriano sono otto i progetti di data center conosciuti, in diverse fasi di avanzamento. Nel contempo a Nerviano è prevista una nuova stazione elettrica denominata “Poglianasca”.

Progetto a Rho in via Brenta

Progetto a Rho in via Brenta

A Rho sei richieste di connessione per 650 MW

Venerdì 9 ottobre il primo cittadino Orlandi ha scritto all’assessore regionale alle Risorse energetiche Massimo Sertori, chiedendo un confronto tra Regione, Comuni e soggetti competenti, tra cui Terna, per arrivare a una modifica della legge regionale sui data center. A rendere ancora più urgente la richiesta è un dato emerso da un accesso agli atti effettuato dal Comune presso Terna: al 31 agosto 2026 risultavano sei richieste di connessione alla rete elettrica nazionale per data center localizzati a Rho, per una potenza complessiva richiesta di 650 MW. Un numero che, com’è spiegato nella lettera del sindaco, non corrisponde necessariamente ad altrettanti progetti destinati a essere realizzati: lo stesso sindaco ha precisato che l’amministrazione è a conoscenza di tre insediamenti e che non è possibile stabilire quante richieste si tradurranno in interventi concreti.

Data Center a Rho: il sindaco Orlandi chiede a Regione di modificare la legge

Sos Fornace chiede lo stop ai progetti

Posizione nettamente contraria all’insediamento di questi impianti è Sos Fornace di Rho, tra i promotori della manifestazione del 3 ottobre a Rho contro la realizzazione dei data center. Il corteo ha attraversato la città fino all’area di via Moscova, dove alcuni manifestanti sono entrati nel cantiere. Al centro della protesta la richiesta di una moratoria immediata sulle nuove autorizzazioni e di una valutazione ambientale strategica che tenga conto degli effetti complessivi dei diversi insediamenti previsti nel Rhodense. Per loro non è sufficiente esaminare ogni progetto separatamente: occorre considerare l’impatto che una concentrazione di infrastrutture di questo tipo può produrre su un territorio già fortemente urbanizzato.

Data center a Rho, SOS Fornace chiede una moratoria immediata: “Fermare tutti i progetti”

La CGIL: «Non basta attrarre investimenti»

Nel confronto interviene anche CGIL Lombardia, che il 7 ottobre ha ribadito la necessità di una programmazione pubblica rigorosa e trasparente. Il sindacato non contesta in assoluto gli investimenti nelle infrastrutture digitali, ma chiede che producano benefici concreti per i territori e per il lavoro. Tra le condizioni indicate ci sono il contenimento del consumo di suolo, la verifica preventiva della sostenibilità energetica e idrica, la valutazione degli impatti cumulativi, il recupero del calore prodotto dagli impianti e maggiori garanzie per i lavoratori coinvolti negli appalti e nei subappalti. La CGIL richiama inoltre l’attenzione sulle ricadute occupazionali effettive, sulle possibili dinamiche speculative legate ai terreni e sui costi che potrebbero ricadere sulla collettività al termine della vita degli impianti. «Attrarre gli investimenti non basta, bisogna governare gli interessi», sottolinea il sindacato, che chiede di partecipare al confronto sulla revisione della legge regionale insieme alle amministrazioni e alle realtà locali.

Data center nel milanese, la CGIL: “Regione Lombardia ascolti il territoro. Servono regole”

Salviamo il Suolo lancia una petizione popolare

Anche il Coordinamento “Salviamo il Suolo” interviene nel dibattito sulla crescita dei data center in Lombardia, promuovendo una petizione popolare per chiedere alla Regione una programmazione preventiva dello sviluppo dei grandi centri di elaborazione dati, con criteri chiari di sostenibilità e ammissibilità dei progetti. A sostegno della richiesta, il Coordinamento richiama alcuni dati: secondo il censimento del Politecnico di Milano, in Lombardia sono già attivi 49 data center, mentre al 31 luglio 2026 le richieste di connessione alla rete elettrica ammontavano complessivamente a circa 45 GW. Un dato che, precisa il Coordinamento, non corrisponde alla potenza degli impianti che saranno effettivamente realizzati. Tra le richieste, 14 risultano in una fase realizzativa avanzata, per una potenza complessiva di 1,68 GW, superiore all’incremento di 1 GW previsto nello scenario regionale al 2030.

Data Center a Rho: il sindaco Orlandi chiede a Regione di modificare la legge

Da Pregnana a Sedriano: cinque progetti sotto osservazione

La questione non riguarda soltanto Rho. A fotografare la situazione nei Comuni vicini è stato il Comune di Vanzago, che il 5 ottobre ha pubblicato un aggiornamento sui progetti in corso e sulle osservazioni presentate nelle diverse procedure amministrative. A Pregnana Milanese sono tre le aree interessate. Nell’ex GEFCO/Citroën è previsto un data center con una potenza elettrica di progetto di 150 MW. Il piano attuativo è stato approvato il 27 luglio e la fase successiva sarà la Valutazione di impatto ambientale. Per l’ex IVECO, dove è previsto un impianto da 90 MW, è stato pubblicato a giugno il decreto di esclusione dalla Valutazione ambientale strategica. Un terzo progetto riguarda l’ex Bull/Olivetti, ma secondo il Comune di Vanzago non risultano ancora deliberazioni. Altri due interventi sono previsti a Vittuone, nell’area delle ex Ceramiche Bardelli, con una potenza di progetto di 100 MW, e a Sedriano, in località Cascina Serinda, con 70 MW. Entrambi sono interessati da procedure di valutazione ambientale nazionale.

Considerando soltanto questi quattro progetti per i quali è disponibile un dato, la potenza elettrica complessiva di progetto raggiunge 410 MW. Si tratta di potenze previste, non di consumi effettivi né di impianti già entrati in funzione. Ricordiamo che a Rho sono tre le aree interessate da progetti conosciuti: via Moscova, via Buonarroti e via della Mosa. Per il progetto di via Moscova, nell’area degli ex stabilimenti Nilit e Radici, la Giunta ha adottato il piano attuativo il 6 agosto. Il progetto prevede una superficie edificabile massima di 25mila metri quadrati, 32 generatori di emergenza e una potenza di connessione richiesta di 90 MW. Il termine per presentare osservazioni al piano scade lunedì 12 ottobre. L’adozione del piano non rappresenta l’autorizzazione definitiva alla realizzazione dell’impianto: restano da affrontare le successive fasi autorizzative e ambientali.

La posizione di Vanzago

Vanzago, pur non avendo richieste per nuovi data center sul proprio territorio, ha presentato osservazioni per tutelare le aree residenziali e ambientali vicine. Tra le criticità segnalate figurano rumore, emissioni dei generatori di emergenza, calore disperso, dimensioni degli edifici e possibili effetti sulla rete ecologica regionale. Clicca qui

Il nodo delle infrastrutture elettriche arriva fino a Nerviano

C’è anche un collegamento diretto con l’Alto Milanese. Nelle osservazioni sul progetto dell’ex GEFCO, il Comune di Vanzago richiama la previsione di una nuova stazione elettrica denominata “Poglianasca”, da realizzare tra Nerviano e Arluno. Il progetto prevedeva il passaggio di cavidotti in alta tensione attraverso Vanzago per raggiungere la stazione. Una soluzione che, secondo gli ultimi aggiornamenti riportati dal Comune, sembrerebbe essere stata superata, senza che sia ancora possibile considerare definitivo il nuovo assetto. È un aspetto che dimostra come le ricadute dei data center possano estendersi ben oltre i confini dei Comuni nei quali vengono costruiti, coinvolgendo anche i territori attraversati dalle infrastrutture necessarie alla loro alimentazione.

Al via l’iter per due interventi sulla rete elettrica nel Milanese. Nuova stazione a Nerviano

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 11 Ottobre 2026
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