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L’assessore regionale Galli in visita al nuovo Teatro civico di Rho

La grande sala del Teatro de Silva sarà in grado di accogliere una platea tra le 140 le 580 persone.

Teatro di Rho

Stefano Bruno Galli, assessore all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia, in visita nel cantiere del nuovo Teatro civico Roberto de Silva a Rho. Ad accoglierlo il sindaco di Rho Pietro Romano e Diana Bracco, che attraverso Bracco Real Estate regala alla città un luogo di cultura sostenibile e all’avanguardia intitolato a suo marito. Con loro anche il vice presidente del Consiglio Regionale Carlo Borghetti, il consigliere regionale Simone Giudici e il sindaco Pietro Romano.

L’eccezionalità del teatro, che sorge nell’ex area industriale dove nascevano le fragranze e i profumi della Diana De Silva Cosméthiques, per lunghi anni azienda leader nella cosmetica italiana, parte già dal progetto dello studio Arassociati con lo studio Banfi-Pezzetta, a cui hanno contribuito circa 60 tecnici altamente specializzati sotto la sorveglianza del professor Emilio Pizzi e dell’architetto Pietro Pizzi.

L’architettura del Teatro prevede spazi modulari che potranno accogliere varie attività, garantendo la massima flessibilità e la miglior risposta acustica in funzione delle esigenze specifiche dei diversi utilizzi, quindi danza, concerti di musica classica e non, rappresentazioni teatrali e anche mostre. L’edificio si sviluppa in parte sotto il livello stradale per rispettare i 25 metri di altezza necessari per la torre scenica. Ogni livello è raggiungibile e usufruibile grazie a 8 scale e a 6 ascensori. La biglietteria, il caffè e uno spazio mostre sono posizionati ad un piano ribassato, che sono illuminati dalla grande vetrata della facciata con la copertura dorata.

La grande sala del Teatro de Silva sarà in grado di accogliere una platea tra le 140 le 580 persone. E’ dotata di tre sale di regia per accontentare le compagnie teatrali e musicali più complesse ed esigenti. L’acustica sarà ottima grazie a pannelli orientabili. Presente al piano più basso anche una sala da cento posti per mostre e proiezioni. Altro elemento innovativo è il sistema ecosostenibile di riscaldamento e raffreddamento attraverso l’utilizzo dell’acqua di falda. Il sistema permetterà di inviare aria calda o fredda ai singoli posti per limitare il riscaldamento o il raffreddamento alle sole aree utilizzate dal pubblico con evidente risparmio di energia.

«Il nuovo teatro e la sua piazza rappresentano per la città di Rho uno straordinario momento di rigenerazione urbana, incentrato sulla cultura e l’arte – dichiara il sindaco Pietro Romano – La presenza dell’assessore Bruno Galli, che ringrazio, va nella direzione di un’apertura di questo luogo oltre il territorio rhodense, come possibile palcoscenico per un sistema culturale integrato con altre realtà regionali. Per questo stiamo lavorando alla creazione di una fondazione dedicata alla gestione del teatro, un ente che si occupi di tessere relazioni con soggetti pubblici e privati, in particolare con le realtà di MIND, per portare in scena le migliori proposte culturali in modo innovativo e dinamico. Il Comune è pronto ad investire le risorse economiche necessarie all’avvio delle attività del teatro e garantire il suo funzionamento ad alti livelli. Ringrazio in modo particolare la dott. Diana Bracco per la sua generosità e per la sua elevata sensibilità verso la cultura e la nostra comunità: senza di lei il sogno non sarebbe potuto diventare realtà».

«È un dovere istituzionale per me perlustrare il territorio e visitare istituzioni culturali vecchie e nuove – commenta l’Assessore Stefano Bruno Galli -. Quella in cui termineranno i lavori di realizzazione, molto accurati, del nuovo teatro rhodense è una congiuntura storica del tutto particolare, segnata da oltre un anno di emergenza pandemica. Di fronte alla prossima inaugurazione di una realtà così ambiziosa come il teatro civico Roberto de Silva, che s’inserisce nel quadro delle riaperture e della ripartenza degli istituti e dei luoghi della cultura dopo tanti, troppi mesi di chiusura, due sono i temi con i quali confrontarsi: attrattività e sostenibilità. L’attrattività di una realizzazione come questa è legata alla multifunzionalità. Il teatro va infatti considerato uno spazio culturale aperto, dove organizzare mostre, dibattiti pubblici e altre iniziative. Deve imporsi come una realtà viva e pulsante, grazie a una proposta culturale e a una programmazione che tengano conto delle resistenze radicate e diffuse nella mentalità dei cittadini, relegati in casa per tre lockdown, rispetto alla frequentazione dei luoghi della cultura come teatri, cinema e musei. Le preoccupazioni maggiori sorgono rispetto alla sostenibilità di una realtà così impegnativa».

«È dal 10 settembre 2019, giorno in cui organizzammo in onore delle maestranze il concerto del grande violoncellista Giovanni Sollima, che a causa del Covid non venivo in cantiere – afferma Diana Bracco  – È per me motivo di autentica soddisfazione ammirare finalmente di persona il teatro con la sua facciata in vetro, segno di trasparenza e apertura verso la città. L’avveniristico progetto architettonico permette davvero un dialogo tra interno ed esterno, tra le sale del teatro e la piazza antistante alberata che offrirà ai cittadini di Rho nuovi spazi per la socialità. Da amante della musica, mi ha molto colpito anche vedere i legni che rivestono la sala e gli impianti tecnologici che garantiranno un’acustica perfetta. È bello che in un momento in cui tanti luoghi dello spettacolo soffrono a causa della pandemia, a Rho tra pochi mesi si alzerà il sipario di un nuovo teatro modulare, all’avanguardia e sostenibile. La cultura deve essere parte fondamentale per la rinascita e la ripartenza dell’Italia intera».

di info@legnanonews.com
Pubblicato il 13 Maggio 2021
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