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Sicurezza pubblica e criminalità minorile, il governo vara un nuovo decreto

Presunzione di imputabilità dai 14 anni, arresto in flagranza differita e sanzioni per i genitori. Stretta anche sulle violenze durante le manifestazioni e potenziamento di Strade sicure a Milano con 500 militari in più fino a fine 2026

Generico 19 Oct 2026

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge con nuove disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile.

Il provvedimento, proposto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme ai ministri Matteo Piantedosi, Carlo Nordio e Guido Crosetto, interviene sia sul fronte della repressione dei reati sia su quello della prevenzione.

Tra le principali novità, per i minori che hanno compiuto 14 anni viene introdotta una presunzione di imputabilità, con la capacità di intendere e di volere considerata sussistente fino a prova contraria. Anche per i minorenni sarà possibile procedere all’arresto in flagranza differita, con adeguamenti alle norme sul processo penale minorile e sulle misure cautelari. Resta comunque prevista la diminuzione della pena per i minori imputabili.

Il decreto introduce inoltre sanzioni amministrative a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale quando un minore, anche non imputabile, partecipa a determinati reati, salvo che venga dimostrata l’impossibilità di impedire il fatto. Vengono anche accelerate le procedure per ottenere il risarcimento dei danni: per quelli arrecati a beni pubblici potrà intervenire direttamente il prefetto, mentre i privati potranno ricorrere più rapidamente al decreto ingiuntivo.

Un altro capitolo riguarda la sicurezza durante le manifestazioni pubbliche. Viene introdotto il delitto di «violenza organizzata», che punisce la partecipazione a gruppi di almeno cinque persone che utilizzino o lancino oggetti offensivi o artifici pericolosi, creando un concreto rischio per l’incolumità. Sono previste pene più severe per organizzatori, promotori e istigatori, anche quando le violenze vengono incoraggiate attraverso strumenti informatici o telematici.

Aggravanti e aumenti di pena riguardano anche il danneggiamento commesso da gruppi organizzati, alcune ipotesi di devastazione e saccheggio e gli attentati agli impianti di pubblica utilità durante le manifestazioni. Per questi reati sarà possibile l’arresto in flagranza differita. Diventano inoltre procedibili d’ufficio le lesioni personali contro ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza commesse durante o a causa dell’adempimento delle loro funzioni.

Sul fronte preventivo, il cosiddetto fermo preventivo, che consente l’accompagnamento e il trattenimento negli uffici di polizia per un massimo di 12 ore, viene esteso alle specifiche operazioni svolte in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone. La misura potrà riguardare anche i minorenni, nel rispetto delle tutele previste, quando sussistano elementi concreti che facciano ritenere un pericolo per la sicurezza.

Il questore potrà inoltre vietare, per un massimo di un anno, a persone dai 14 anni in su di radunarsi con determinati soggetti in luoghi individuati, in presenza dei requisiti previsti dalla norma e di precedenti comportamenti intimidatori o violenti.

Per gestire gli arresti in occasione di eventi con un numero elevato di persone fermate, viene prevista una procedura accelerata per l’applicazione di magistrati agli uffici giudiziari interessati.

Infine, fino al 31 dicembre 2026, il contingente militare impegnato nell’operazione Strade sicure sarà incrementato di 500 unità a Milano, con l’obiettivo di rafforzare il controllo del territorio.

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Pubblicato il 21 Ottobre 2026
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