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A.I.Con. Lombardia sui tempi di attesa: «Il 41% è costretto a rivolgersi alla sanità privata»

Tanti i cittadini che hanno partecipato alla rilevazione curata da A.I.Con Lombardia in tema di tempi di attesa per visite specialistiche e prestazioni diagnostiche. 1200 i cittadini che, nel corso del 2022, si sono rivolti all’associazione Italiana Consumatori – A.I.Con. Lombardia

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600 le risposte da gennaio a settembre. Tanti i cittadini che hanno partecipato alla rilevazione curata da A.I.Con Lombardia in tema di tempi di attesa per visite specialistiche e prestazioni diagnostiche. 1200 i cittadini che, nel corso del 2022, si sono rivolti all’associazione Italiana Consumatori – A.I.Con. Lombardia per segnalare tempi interminabili di attesa per vedersi erogare una visita specialistica o un esame diagnostico. Questa la ragione che ha spinto A.I.Con. ad approfondire il tema ponendosi come obiettivo quello di avvalorare o contraddire ciò che sembrava delinearsi analizzando, di volta in volta, quanto giungeva alle sedi dell’Associazione distribuite sul territorio regionale.

Dai risultati emersi dalla rilevazione, solo il 5% prenota in farmacia e il dato è legato al fatto che in pochi sanno di questa possibilità. La percentuale più elevata -32%- e di coloro che per prenotare contattano il CUP regionale telefonico; seguiti da un 22% di chi utilizza la prenotazione online e poi, via via: chi si reca direttamente c/o il CUP della Struttura, chi telefona direttamente in Struttura e chi utilizza App dedicate. Un dato importante è quello per il quale il 33% utilizza canali diversi, nella speranza di riuscire a ridurre il tempo di attesa. È elevata la percentuale -83%- di chi conosce i codici di priorità, utilizzati dal medico prescrittore, dai quali dovrebbero dipendere i tempi di attesa, mentre sul tema delle Agende di prenotazione, il 62% dichiara di non sapere che la chiusura delle Agende di prenotazione è vietata per Legge [n° 266/2005 (Finanziaria 2006, art. 1 comma 282), che prevede sanzioni amministrative per i trasgressori]. In molti riferiscono che, in particolare quando si utilizzano i canali della prenotazione di persona e via telefono direttamente in Struttura, sovente ci si sente rispondere che le Agende sono chiuse e di riprovare successivamente.

I risultati che più di tutti meritano di essere evidenziati sono quelli secondo cui l’88% dei partecipanti non ha mai sentito parlare della figura del Responsabile Unico Aziendale dei Tempi Di Attesa (RUA) e, ancora, il 72% non sa che qualora sul territorio dell’ATS di riferimento non fossero presenti disponibilità entro i tempi indicati, la struttura che hai scelto deve impegnarsi a offrire la prestazione al solo costo del ticket se dovuto. Secondo Betty Dell’Arciprete -Compliance Officer per A.I.Con. Lombardia- «è di fondamentale importanza avviare un lavoro serio per favorire l’acquisizione della più ampia conoscenza delle informazioni utili affinché i cittadini possano far valere il diritto al rispetto dei tempi di attesa».

«La scarsa conoscenza, prosegue Dell’Arciprete, delle informazioni relative al ruolo e funzioni del RUA, così come quelle riferite alla possibilità – quando i tempi massimi di attesa superino quelli stabiliti- di ottenere la prestazione in regime di libera professione corrispondendo solo il ticket, fa sì che i cittadini considerino come unica soluzione possibile quella di pagare la prestazione in regime privato, lo dice il 41% di chi ha partecipato alla nostra rilevazione. E ancora, se c’è chi, pur non essendo tenuto a farlo, ha la possibilità di pagare la prestazione per vedersela erogata, c’è chi questa possibilità non ce l’ha e non può fare altro che attendere la prima disponibilità (il 38% dei casi ns rilevazione). Sicuramente un passo avanti è stato appena fatto dal Governo confermando l’aumento per medici, infermieri e personale del comparto del Servizio sanitario nazionale per le prestazioni aggiuntive destinate a ridurre le liste d’attesa e a frenare il fenomeno delle esternalizzazioni, conclude Dell’Arciprete, ma molto ancora resta da fare per accrescere le competenze dei cittadini».

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Pubblicato il 30 Ottobre 2023
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