Il Legnano Pride “una giornata storica”. Laffusa (Legna): “Peccato sia stato politicizzato”
Nel suo primo intervento in Consiglio comunale Pietro Cecalupo (Pd) celebra il Pride come una giornata destinata a rimanere nella storia di Legnano. Daniela Laffusa (Lega) condanna gli attacchi social, ma critica la parodia dell’Inno di Mameli
Il Legnano Pride, la parata che ha portato oltre duemila persone in città per i diritti di tutti, è entrato in Consiglio comunale anche nel primo intervento in aula del consigliere comunale Pietro Cecalupo (Pd), che ha sottolineato il valore della manifestazione come una giornata destinata, a suo giudizio, a rimanere nella storia della città. «Una data che verrà ricordata da molti», ha detto. «Legnano ha fatto sentire il suo abbraccio a chi vuole essere semplicemente e stesso e se stessa, dimostrando che a Legnano tutti possano sentirsi a casa». Tra le immagini più significative Cecalupo ha ricordato quella di una ragazza che dalla finestra ha esposto il cartello «Io amo le ragazze», potendo sentire, ha sottolineato, il calore della propria città.
Un evento che ha acceso i riflettori sui diritti, ma che secondo Daniela Laffusa (Lega) ha avuto la pecca di essere stato politicizzato. Oltre alla presenza delle bandiere del Pd, al centro della sua critica soprattutto la parodia dell’Inno di Mameli cantata durante il Pride – «Sorelle d’Italia, l’Italia è di destra, dell’odio di Giorgia si è cinta la testa» – giudicata dalla consigliera «di cattivo gusto e di contrapposizione» Per Laffusa una manifestazione nata per parlare di diritti avrebbe potuto evitare una contrapposizione così marcatamente politica. Critiche anche alla rappresentazione del Guerriero di Legnano senza corazza, mentre sul Pride in sé la consigliera ha ribadito che nel 2026 non dovrebbero più esistere differenze perchè ognuno è libero di amare chi vuole. La consigliera si è fin da subito è dissociata innanzitutto dai commenti offensivi e dagli attacchi comparsi sui social. Tutti messaggi rivolti direttamente agli organizzatori (presenti in sala), di un evento destinato a proseguire negli anni.
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