Legnano Pride, gli organizzatori: “Abbiamo sentito l’abbraccio della città”
Bambini, anziani, famiglie, persone con disabilità e tante persone al loro primo Pride: «Volevamo un evento davvero intersezionale. La risposta della piazza è andata oltre le nostre aspettative»
Una città che ha accolto, partecipato e, soprattutto, si è riconosciuta in una piazza molto più eterogenea di quanto gli stessi organizzatori avessero immaginato e sperato. A un giorno dal primo Legnano Pride, per Matteo Bianchi e Francesco Funaro è soprattutto questa l’immagine che resta: una città capace di abbracciare e accogliere una manifestazione nata per rivendicare i diritti della comunità LGBTQIA+, ma costruita fin dall’inizio con l’ambizione di andare oltre, mettendo insieme persone e battaglie diverse contro ogni forma di marginalizzazione.
«Siamo molto, molto contenti. Lo speravamo con tutto il cuore, ma neanche nelle nostre aspettative più rosee pensavamo di raggiungere una partecipazione di questo tipo – racconta Matteo Bianchi –. È stato bellissimo ed emozionante. Quando io e Fra siamo saliti sul carro ci siamo resi conto della quantità di persone che c’erano, ma soprattutto della loro eterogeneità. C’era veramente chiunque e ci siamo commossi».
Bambini, anziani, famiglie, persone con disabilità, persone con storie e provenienze differenti hanno camminato insieme da piazza Monumento a piazza Mercato. Ed è proprio questa fotografia ad aver dato agli organizzatori la sensazione di aver centrato uno degli obiettivi principali dell’edizione zero.
«Il nostro desiderio era rendere questo evento il più intersezionale possibile, coinvolgere le individualità delle persone in un’unica grande battaglia per chiedere a gran voce non soltanto per la comunità LGBTQIA+, ma per tutte le comunità marginalizzate, diritti e rispetto – continua Bianchi –. È stato bello vedere dai bambini agli anziani, persone di tutti i tipi, persone razzializzate e tante persone con disabilità. Siamo riusciti a fare quello che ci eravamo prefissati».
Una partecipazione che per gli organizzatori ha rappresentato anche la risposta più forte alle critiche e ai commenti d’odio che hanno accompagnato il Pride soprattutto sui social nelle settimane precedenti: «Secondo me a quei commenti ha risposto la piazza – sottolinea Bianchi –. Possono continuare a scrivere quello che vogliono, che eravamo pochi o che non eravamo rappresentativi della città. Io penso che le urla, i sorrisi e gli abbracci che ci sono stati siano stati qualcosa di impagabile. Ha risposto la città».
E proprio l’abbraccio di Legnano è ciò che li ha fatti maggiormente emozionare. Non soltanto per le circa duemila persone che hanno preso parte alla manifestazione, ma anche per chi si è avvicinato per la prima volta a un Pride, magari senza sapere esattamente cosa avrebbe trovato.
«Abbiamo ricevuto tanti commenti positivi anche da persone che erano lì per la prima volta – racconta ancora Francesco Funaro–. Persone che non conoscevano il Pride e che, partecipando, si sono rese conto di cosa fosse. Questo significa che forse il pubblico interessato alla battaglia per i diritti civili, umani e sociali è più ampio di quanto si possa pensare. Ed è un elemento molto positivo».
A Francesco è rimasta impressa soprattutto un’immagine: quella vista dall’alto del carro, guardando indietro verso il corteo: «Quello che mi ha colpito è stato vedere dal carro tutta quella gente, quella fiumana di persone – racconta Funaro –. È stato il momento in cui mi sono detto: guarda cosa stiamo facendo. Ce n’è bisogno».
Legnano accoglie il suo primo Pride, oltre duemila persone in festa per i diritti di tutti












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