Cento giorni di proteste per l’Albania, anche cittadini di Legnano al presidio di Milano
La mobilitazione proseguirà domenica 20 settembre a Milano con un nuovo “Corteo per l'Albania”, con partenza alle 10 da piazza Cordusio e arrivo in largo Cairoli, davanti al Castello Sforzesco
Dopo oltre cento giorni di proteste a Tirana, la mobilitazione del popolo albanese continua anche in Italia. Ieri a Milano si è svolto un nuovo presidio per sostenere le manifestazioni che da mesi chiedono lo stop ai progetti per resort di lusso nell’area di Zvërnec e della laguna di Narta e sull’isola di Sazan, zone di grande valore naturalistico.
Una protesta nata in difesa del territorio dalla cementificazione e che nel tempo si è trasformata in una contestazione più ampia nei confronti del governo del primo ministro Edi Rama. I manifestanti chiedono lo stop al progetto e una svolta politica, mentre Rama continua a difendere gli investimenti turistici.
Al presidio milanese hanno partecipato anche cittadini arrivati da Legnano, come Aleks Vulaj, alcuni dei quali durante l’estate erano partiti per l’Albania per unirsi direttamente ai cortei di Tirana.
La mobilitazione proseguirà domenica 20 settembre a Milano con un nuovo “Corteo per l’Albania”, con partenza alle 10 da piazza Cordusio e arrivo in largo Cairoli, davanti al Castello Sforzesco. Lo slogan rimane quello che accompagna da mesi la protesta: «L’Albania non si vende».









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