Infiltrazioni e umidità di risalita, una ventina di carenze al collaudo per il Kids Museum di Legnano
In fase di collaudo sono state evidenziate una ventina di carenze nei lavori per il nuovo Kids Museum, realizzato grazie ai fondi del PNRR. Il Comune confida di riuscire comunque a rispettare il cronoprogramma
Sei mesi fa, al momento dell’anteprima di fine febbraio, la previsione era quella di vedere aprire i battenti al nuovo KiMu, il Kids Museum di Legnano realizzato negli ex bagni pubblici di via Pontida, in autunno, o comunque entro l’inizio dell’inverno. Al cambio di stagione ormai manca poco, ma, in attesa di verificare se le tempistiche saranno rispettate, per ora l’unica cosa che si è aperta è il contenzioso tra Palazzo Malinverni e l’impresa che si è occupata del cantiere: in fase di collaudo – i collaudi funzionali peraltro sono slittati per mesi per i «ritardi nella consegna delle dichiarazioni di conformità e della documentazione DNSH» – sono state infatti messe nero su bianco una ventina di carenze, con l’incognita di un possibile impatto sul taglio del nastro per uno dei progetti più significativi tra quelli per cui Legnano ha scelto di investire i fondi del PNRR.
La lista dei nodi critici da risolvere conta una ventina di punti, che vanno dall’umidità di risalita lungo la parete lato dehor dell’edificio degli ex bagni pubblici, dovuta alla «mancata realizzazione di una raccolta di acqua piovana, e/o impermeabilizzazione nel punto di connessione tra la pavimentazione lignea del dehor e la muratura della facciata», fino al «non corretto funzionamento della pompa di sollevamento delle acque nere» nel bagno del piano interrato dello stesso immobile. Passando per la «non corretta realizzazione della pendenza della pavimentazione della centrale termica del piano interrato» dello stabile, con il risultato che «in caso di pioggia l’acqua piovana penetra attraverso la griglia di aerazione ed allaga il locale tecnico superando la barriera muraria a causa dell’assenza di idonee vie di scolo, causando inoltre umidità di risalita sulla muratura», e per le infiltrazioni di acqua piovana in alcuni locali della ex palestra per il danneggiamento dell’impermeabilizzazione della copertura.
Si parla in tutto di carenze valutate dal collaudatore in circa 70mila euro, che però l’impresa contesta in larga misura (64mila euro circa), chiedendo anche poco meno di 23.500 euro di danni per la «ritardata emissione del certificato di collaudo». Palazzo Malinverni a fine luglio ha avviato il procedimento per arrivare ad un accordo bonario con l’appaltatore, e nella prima metà di agosto c’è stato anche un incontro, a valle del quale sono stati ritenuti «insussistenti i presupposti per l’accoglimento delle riserve» formulate dall’impresa, confermando di fatto quanto emerso in fase di collaudo: l’accordo bonario, insomma, è sfumato. Il quadro, in ogni caso, al momento non impensierisce più di tanto l’amministrazione comunale, che confida di riuscire comunque a rispettare il cronoprogramma per l’apertura del museo, già posticipata da ottobre a prima di Natale. La gara per individuare il gestore con la formula del partenariato pubblico privato partiranno a inizio settembre.
Foto di archivio









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