Casa affittata all’insaputa del proprietario: la Polizia Locale di Nerviano e Pogliano smaschera la truffa
La Polizia Locale ha ricostruito una truffa ai danni del proprietario di un appartamento e di una famiglia che credeva di averlo preso regolarmente in affitto. L'indagine si è conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio di un uomo accusato di truffa
Una casa affidata a un conoscente per alcuni lavori, un appartamento dato in affitto senza il consenso del proprietario e un contratto apparentemente regolare, ma con una firma falsificata. È la vicenda ricostruita dal Comando Unico di Polizia Locale di Nerviano, al termine di un’indagine che si è conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio di un uomo accusato di truffa. L’inchiesta è partita nel giugno 2025, quando il proprietario di un appartamento situato nel centro di Nerviano si è rivolto alla Polizia Locale dopo essere rientrato in Italia da un periodo di assenza. Una volta entrato nell’abitazione, ha trovato un arredamento completamente diverso da quello lasciato, il frigorifero pieno di alimenti e la presenza di effetti personali e giochi per bambini.
Le indagini
In un primo momento si era ipotizzata un’occupazione abusiva dell’immobile, ma i successivi accertamenti hanno permesso di ricostruire una vicenda ben diversa. Il proprietario ha raccontato agli agenti di aver consegnato, nell’aprile 2025, le chiavi dell’appartamento a un conoscente affinché eseguisse alcuni lavori durante la sua assenza, anticipandogli 800 euro in contanti. Nel mese di maggio alcuni vicini avevano più volte segnalato la presenza di persone all’interno dell’abitazione. Contattato telefonicamente, il conoscente aveva fornito spiegazioni sempre diverse: prima aveva parlato della donna delle pulizie, poi dell’imbianchino e infine aveva riferito di essere ricoverato in ospedale e impossibilitato a rispondere al telefono. Insospettito, il proprietario ha quindi deciso di rientrare per verificare personalmente la situazione. Durante il sopralluogo gli agenti hanno rinvenuto i documenti di due cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio. Convocati al Comando, i due hanno spiegato di aver conosciuto l’uomo in un bar, dove questi aveva proposto loro l’affitto dell’appartamento. Dopo aver visitato l’immobile avevano accettato la proposta, versando una cauzione di 2.250 euro, 150 euro per la registrazione del contratto e un canone anticipato di 750 euro mensili. Il contratto, a loro dire, appariva perfettamente regolare.
L’identificazione del truffatore
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno consentito di identificare il presunto responsabile, residente a Milano e già gravato, secondo quanto riferito dalla Polizia Locale, da precedenti specifici. Attraverso accertamenti bancari e verifiche all’Agenzia delle Entrate, gli investigatori avrebbero scoperto che il contratto era stato registrato utilizzando una firma contraffatta del proprietario dell’immobile. I canoni di locazione sarebbero stati accreditati su una carta Postepay Revolution intestata all’indagato, mentre la cauzione sarebbe stata incassata in contanti. La falsa registrazione del contratto ha avuto ripercussioni anche sul proprietario dell’appartamento, che nei mesi successivi ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate una comunicazione con la richiesta di regolarizzare la propria posizione fiscale, risultando formalmente percettore di redditi da locazione mai incassati. Al termine delle indagini, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo per truffa. Secondo l’ipotesi accusatoria, con artifici e raggiri avrebbe indotto gli aspiranti inquilini a sottoscrivere un contratto di locazione con la firma falsificata del proprietario, registrandolo poi all’Agenzia delle Entrate e incassando complessivamente 3.750 euro tra cauzione, spese di registrazione e canoni di affitto.










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