Piano economico da quasi 11 milioni di euro per la TARI a Legnano. Scontro sull’aumento delle tariffe
Pioggia di critiche dall'opposizione sulle tariffe per la TARI 2026. Dall'introduzione della sperimentazione +8% nella raccolta differenziata
Via libera a Legnano al piano economico-finanziario della TARI per il quadriennio 2026-2029, approvato martedì 28 luglio dal consiglio comunale di Legnano. Quello che ha ricevuto l’imprimatur del parlamentino è un piano che, al netto delle deduzioni, vale poco più di 10,8 milioni di euro, cifra sulla base della quale, come ha spiegato l’assessore al Bilancio Marco Bianchi, vengono calcolate anche le relative tariffe, che vedranno – seppur contenuto – un rincaro.
Levata di scudi dalle opposizioni contro gli aumenti
Proprio il rincaro delle tariffe è finito nel mirino delle opposizioni. «Il costo di gestione del rifiuto a Legnano è superiore al benchmark del 36%: lo scostamento su questo piano economico finanziario costa ai contribuenti, quasi 3 milioni di euro, è come se pagassimo virtualmente il 27% in più della tariffa che potenzialmente potremmo pagare – ha sottolineato Stefano Carvelli, consigliere di Fratelli d’Italia -. Davvero possiamo ritenere accettabile che un costo si discosti dal benchmark così tanto quando su alcuni servizi la qualità percepita dei cittadini appare tutt’altro che soddisfacente?».
Poi il fattore di sharing, ovvero, in soldoni, il parametro sulla cui base viene stabilita la quota dei ricavi ottenuti dalla vendita dei materiali riciclati o dei corrispettivi CONAI che andrà a ridurre la tariffa pagata dai cittadini, che nel piano economico-finanziario approvato dal consiglio comunale è pari al 20% circa. «In ragione dei risultati ambientali raggiunti il Comune può andare a scegliere in autonomia un fattore di sharing che è compreso tra lo 0,20 e lo 0,40, destinando quindi tra il 20 e il 40% della quota data dalla vendita di quei materiali alla riduzione del piano economico-finanziario: il Comune aveva una scelta, e ha scelto di restituire alla città uno sconto minimo. Utilizzando il fattore di sharing da 0,40 e raddoppiando quindi la restituzione, il valore montante della TARI che quest’anno i cittadini avrebbero pagato a Legnano sarebbe stato leggermente inferiore a quello dello scorso anno».
Critiche anche dai banchi della Lega, con la consigliera Daniela Laffusa che ha stigmatizzato i dati relativi alla raccolta differenziata («La percentuale di differenziata è pari il 75%, esattamente come quando siamo partiti nel 2022) e ha parlato di «vita impossibile» per i cittadini, criticando la situazione cittadina. «Che la tariffa puntuale avrebbe ridotto i costi della TARI per almeno un anno e mezzo è stato lo slogan della maggioranza – ha sottolineato la capogruppo del Carroccio, ricordando le istanze portate nel tempo dal gruppo consiliare in consiglio comunale e “bocciate” dall’amministrazione -. Niente di tutto questo è stato fatto: sono stati presi in giro i legnanesi e ne abbiamo contezza tutti i giorni perché da quando c’è la tariffa puntuale la nostra città è molto più sporca».
Sulla stessa linea anche la Lista Toia Sindaco («I benefici della tariffa puntuale non ci sono stati – ha criticato il consigliere Francesco Toia -: è stata venduta come la grande rivoluzione verde dell’economia circolare, ma ha portato solo tante rotture di scatole in più per i legnanesi, e non mi sembra che i conti siano così idilliaci) e Forza Italia («Vi siete accontentati di ottenere risultati poco prolifici, si poteva fare qualcosa in più – ha ribadito il capogruppo Letterio Munafò -. Non ci sono stati risparmi da quando è stata messa la tariffa puntuale: ad oggi ci sono stato solo degli aumenti, che purtroppo pagano i nostri cittadini e quelli più fragili forse li pagano ancora di più»).
La maggioranza: “Raccolta differenziata passata dal 71 al 77,9%”
Critiche alle quali la maggioranza ha risposto mettendo sul tavolo in primis i benefici per l’ambiente. «Abbiamo ad oggi un +8% sulla raccolta differenziata – ha sottolineato Davide Crepaldi, consigliere di riLegnano -. Nel 2022 eravamo al 71%, al 2024 eravamo al 77,91, quindi il salto c’è stato già quando stavamo ancora sperimentando. Il beneficio principale della Tari non è il risparmio per i cittadini, ma la migliore differenziazione del rifiuto. La delibera conferma le linee programmatiche che abbiamo iniziato a raccontare quando abbiamo iniziato il percorso verso la tariffa puntuale 3 anni fa».
«Chi differenzia di più, paga di meno, ma nel contesto della tariffa annuale – ha aggiunto Simone Bosetti, consigliere di Insieme per Legnano – Legnano Popolare, restringendo le osservazioni di Fratelli d’Italia sul benchmark ad una finestra di validità chiusa ormai dal 2022 -: non si è detto che la tariffa o il piano economico-finanziario sarebbero diminuiti, perché questo dipende in parte da quanti rifiuti si producono, ma anche da una situazione contingente che abbiamo sperimentato direttamente per i vari aumenti. Abbiamo aumenti del piano economico-finanziario dovuti a fattori contingenti molti minori rispetto ai comuni che non hanno la tariffa puntuale. Quest’anno sperimentiamo un aumento del 2% circa: comuni senza la tariffa puntuale sono intorno al 4%. C’è stato un aumento della percentuale di raccolta differenziata dal 71 al 78%, che ha portato da un beneficio per l’ambiente di migliaia di tonnellate all’anno in meno di rifiuti».










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