Fondazione Ticino Olona, il Bilancio Sociale 2025 racconta il valore del dono e guarda alle sfide del futuro
Il presidente Salvatore Forte, nel presentare il Bilancio Sociale 2025 della Fondazione Comunitaria Ticino Olona individua nel concetto di “dono generativo” la chiave per interpretare l'azione della Fondazione
Un bilancio che non si limita a rendicontare numeri e attività, ma che racconta il valore generato per la comunità e traccia una prospettiva per gli anni a venire. È questo il senso del Bilancio Sociale 2025 della Fondazione Comunitaria Ticino Olona, presentato in questi giorni dal presidente Salvatore Forte, che individua nel concetto di “dono generativo” la chiave per interpretare l’azione della Fondazione. «Il Bilancio Sociale è il documento che comunica quanto fatto nel corso dell’anno, come fatto e perché fatto – spiega Forte –. È una rendicontazione doverosa nei confronti dei nostri stakeholder, che va oltre i numeri del bilancio consuntivo e racconta la vita che quei numeri rappresentano».
Nella sua introduzione, il presidente richiama il significato profondo del dono, ispirandosi a uno dei passaggi più celebri de I Miserabili di Victor Hugo, dove il vescovo di Digne offre a Jean Valjean la possibilità di riscattare la propria esistenza. «Il dono è sempre un atto gratuito, ma può cambiare il futuro di chi lo riceve – precisa Forte –. Quello narrato da Hugo è un vero e proprio dono generativo, capace di produrre effetti che vanno oltre il donatore e il beneficiario. È un’immagine che sintetizza bene la missione di una fondazione di comunità: praticare e diffondere la cultura del dono generativo». Una missione che nel 2025 ha trovato espressione concreta in numerose iniziative culturali e sociali promosse sul territorio. Tra queste spicca il progetto “Uno Stradivari per la Gente – Suoni nelle Fabbriche”, che il 4 ottobre scorso, in occasione del Giorno del Dono, ha portato la musica classica nei luoghi del lavoro grazie al suono di un prezioso violino Omobono Stradivari del 1730.
L’edizione 2025 ha arricchito la tradizionale proposta musicale con momenti dedicati alla letteratura e all’arte, coinvolgendo imprese, artisti e associazioni locali in un evento che ha coniugato cultura e solidarietà. «La scelta del Giorno del Dono è stata emblematica – sottolinea Forte –. Volevamo diffondere la cultura del dono, offrire la bellezza della musica, della letteratura e dell’arte a un pubblico ampio e, soprattutto, non dimenticare chi vive situazioni di fragilità. Grazie alla generosità delle aziende che hanno sostenuto l’iniziativa, le risorse raccolte sono state destinate alle attività della Fondazione a favore delle persone più vulnerabili».
Ma il Bilancio Sociale non si limita a guardare al passato. Una parte significativa della riflessione riguarda infatti il futuro della Fondazione e del sistema delle fondazioni di comunità. Nella seconda metà del 2025 è stato avviato un confronto con la Fondazione Comunitaria Nord Milano per valutare nuove forme di collaborazione e organizzazione capaci di rafforzare risorse umane, competenze e capacità di intervento sui rispettivi territori. «È un percorso complesso ma necessario – osserva Forte –. Le fondazioni sub-provinciali devono affrontare sfide importanti e stiamo cercando soluzioni che possano garantire maggiore efficacia e sostenibilità nel lungo periodo».
Il 2026 rappresenta inoltre una tappa simbolica per la Fondazione Comunitaria Ticino Olona, che celebra il ventesimo anniversario dalla sua costituzione. Un traguardo accompagnato da un ricco programma di eventi culturali, tra cui il concerto della Fabio Treves Blues Band con la partecipazione straordinaria di Lou “Blue” Marini e lo spettacolo “Dante e il mantra della pace”, in programma il prossimo 30 ottobre all’Istituto Barbara Melzi di Legnano. «Festeggiare vent’anni significa guardare con gratitudine al percorso compiuto, ma soprattutto assumersi la responsabilità di costruire il futuro – conclude il presidente. – Continueremo a promuovere la cultura del dono e a creare occasioni di incontro, partecipazione e solidarietà, perché crediamo che una comunità cresca quando ciascuno si sente parte di un progetto condiviso».








Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.