La campagna per il ballottaggio di Legnano si scalda sui social
Se la prima fase della corsa a Palazzo Malinverni era stata caratterizzata dai confronti pubblici – ben sei in poche settimane – in vista del ballottaggio il dibattito si è sviluppato principalmente sulla piazza virtuale
Mancano poche ore al silenzio elettorale prima del ballottaggio di domenica 8 e lunedì 9 giugno a Legnano. Gazebo, incontri pubblici ed eventi tradizionali non sono mancati, ma rispetto alle settimane che hanno preceduto il primo turno la campagna elettorale si è spostata soprattutto sui social network.
Se la prima fase della corsa a Palazzo Malinverni era stata caratterizzata dai confronti pubblici – ben sei in poche settimane – in vista del ballottaggio il dibattito si è sviluppato principalmente sulla piazza virtuale.
Il candidato del centrodestra Mario Almici, ritenendo sufficiente il numero di confronti già sostenuti durante il primo turno, ha scelto di non partecipare ad ulteriori dibattiti. I temi più discussi della campagna sono così diventati oggetto di video e reel diffusi sui social, senza un contraddittorio diretto tra i candidati.
Da una parte il sindaco uscente Lorenzo Radice ha continuato a rivendicare il lavoro svolto nei cinque anni di amministrazione, illustrando i progetti realizzati, gli obiettivi raggiunti, le spese e gli investimenti fatti, come i 6milioni per la spesa sociale o il piano asfaltature. Dall’altra, soprattutto attraverso i canali della Lista Toia, sono stati pubblicati numerosi video che contestano alcune delle principali opere dell’amministrazione e i progetti non ancora completati, presentati come esempi di spreco di risorse e inefficienza amministrativa.
Tra i temi maggiormente criticati dal centrodestra c’è il Kimu, il museo dei bambini che, secondo il cronoprogramma dell’amministrazione, dovrebbe aprire i battenti nel prossimo mese di ottobre quando si troverà un gestore. Dopo l’open day organizzato in primavera, l’area esterna è stata oggetto di osservazioni da parte degli avversari politici per lo stato di incuria del verde: essendo chiuso l’erba non è stata tagliata
Altro bersaglio delle critiche è il progetto della Manifattura, intervento strategico per il futuro della città che non è ancora entrato nella fase operativa e che resta uno dei principali obiettivi programmatici di Radice. Sul tavolo anche la questione della piscina comunale, i cui lavori non sono ancora terminati: l’apertura è prevista per settembre e l’auspicio è che tutto proceda come da cronoprogramma. La società che si sta occupando dei lavori non segnala ritardi.
In queste settimane la Lista Toia ha inoltre pubblicato una serie di reel dedicati ad altri temi di attualità cittadina, dalle presunte fake news che, secondo il gruppo, sarebbero state diffuse nei loro confronti, fino alle polemiche sulla gestione dell’emergenza abitativa di via Pisacane, i cui primi inquilini rientreranno nelle prossime settimane.
Proprio oggi il capogruppo della Lista Toia, Francesco Toia, ha inoltre reso nota una vicenda che sarebbe avvenuta durante il primo turno elettorale, il 24 maggio, nel seggio allestito alla scuola Pascoli. Secondo quanto riferito da Toia, una donna si sarebbe presentata dichiarandosi rappresentante della lista civica, salvo poi risultare iscritta al Partito Democratico.
«La Lista Toia – scrive in una nota stampa l’attuale capogruppo, rieletto in consiglio comunale – ha immediatamente contestato la situazione e presentato una formale denuncia agli organi competenti. Nonostante ciò, il giorno successivo la stessa persona si è nuovamente presentata al seggio. In tale occasione è stata allontanata dagli ufficiali di polizia presenti. Non possiamo ignorare fatti che rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nel corretto svolgimento del processo democratico, che alimentano dubbi e richiedono spiegazioni chiare. In vista del ballottaggio auspichiamo che il confronto politico si svolga nel pieno rispetto delle regole, con lealtà, correttezza e trasparenza».
«Non abbiamo idea a cosa si riferisca Francesco Toia – è la replica del Partito Democratico – Nessuno di noi sa di cosa stia parlando. Auspichiamo comunque che le operazioni di voto del prossimo fine settimana si svolgano in un clima tranquillo».
Resta però il timore che il clima di forte contrapposizione che ha caratterizzato gran parte dell’ultima consiliatura possa proseguire anche nei prossimi cinque anni. Un rischio che molti cittadini segnalano e che gli stessi candidati, Lorenzo Radice e Mario Almici, hanno più volte riconosciuto durante la campagna elettorale, auspicando un cambio di passo nei rapporti tra maggioranza e opposizione e un confronto politico più costruttivo sui temi che riguardano la città.
Ora la parola passa agli elettori. Domenica e lunedì saranno chiamati a scegliere il prossimo sindaco di Legnano tra Lorenzo Radice e Mario Almici. Intanto stasera c’è chi fa festa al Circolone (coalizione Radice) e chi allo Spazio 27B (coalizione Almici).
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