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È a Legnano il cuore della nuova Fondazione del Made in Italy: “Città simbolo dell’Italia che vogliamo unire”

Intervista alla legnanese Luisa Bamonte, già presidente di FISMI – Federazione Italiana Servizi per il Made in Italy - e neo presidente della neonata Fondazione per la valorizzazione delle piccole imprese

È di Legnano la presidente della nuova Fondazione del Made in Italy, Luisa Bamonte, già presidente di FISMI – Federazione Italiana Servizi per il Made in Italy, realtà che ha il suo cuore (e la sede) proprio nella città del Carroccio. Una città scelta non solo per ragioni personali, ma per il suo valore simbolico: Legnano, come sottolinea Bamonte, «è citata nell’Inno  di Mameli ed è stata presa a riferimento come primo esempio di unità».

Un filo rosso lega così Legnano a un progetto che guarda all’intero Paese. Un filo che unisce territori, persone e imprese: dalle realtà locali della Lombardia fino alle aree interne del Sud e alle isole, dove migliaia di piccole attività artigianali, agricole e agroalimentari rappresentano un patrimonio importante ma troppo poco valorizzato. È proprio su queste realtà che FISMI e la Fondazione intervengono, con l’obiettivo di tutelarle, farle crescere, e accompagnarle verso nuovi mercati, anche internazionali.

Cos’è FISMI

FISMI nasce per sostenere le piccole e medie imprese artigiane o agroalimentari del Made in Italy.  La Federazione oggi può contare su una rete nazionale di circa 80 collaboratori, 16 dipendenti, diverse sedi e numerosi volontari distribuiti su tutto il territorio italiano con oltre 6mila realtà raggiunte. «Il nostro obiettivo è semplice – spiega la presidente –: dare loro visibilità e incrementare le vendite. Se le imprese non crescono e non creano connessioni, rischiano di scomparire».

Uno degli strumenti principali è il FISMI Tour, format itinerante che porta aziende e produttori nei territori. Il primo appuntamento, a Bodio Lomnago, ha registrato 3.500 visitatori, un risultato che ha superato le aspettative. «È stato un momento di comunità ma anche di lavoro – racconta – perché gli espositori hanno potuto confrontarsi, creare relazioni e persino avviare accordi commerciali». Da qui l’obiettivo già fissato: 20 eventi nei prossimi due anni, con tappe in tutta Italia e una progressiva apertura anche all’estero.

I servizi

Accanto agli eventi, FISMI propone percorsi strutturati di crescita per le imprese. Si tratta di affiancamenti della durata di circa 18 mesi, pensati per accompagnare le aziende passo dopo passo. «Facciamo un’analisi strategica e portiamo l’azienda dove vuole arrivare – spiega Bamonte – che sia trovare clienti, posizionarsi meglio sul web o affrontare mercati esteri».

Due i percorsi principali: uno dedicato al mercato italiano e uno all’estero. L’internazionalizzazione è considerata una leva fondamentale.«Molti artigiani hanno prodotti straordinari, ma non sono strutturati per uscire dal loro territorio. Noi li aiutiamo a fare questo passaggio, senza snaturarli».

La Fondazione: “Serve uno strumento per i grandi progetti dei territori”

La nascita della Fondazione del Made in Italy rappresenta un’evoluzione naturale di questo percorso. «Ci siamo resi conto che per gestire progetti più importanti serviva uno strumento diverso – sottolinea Bamonte – una fondazione dà una garanzia maggiore quando si lavora con enti e istituzioni». L’obiettivo è intervenire su progetti di valore territoriale, anche complessi, o iniziative condivise tra più Comuni.

«Ci è già stato chiesto di lavorare su progetti in cui piccoli Comuni si uniscono per recuperare edifici e restituirli alla comunità. Questo è il tipo di attività che vogliamo sviluppare». La Fondazione nasce con una visione ampia: unire pubblico e privato, territori e imprese, ma anche cultura, artigianato e identità. In questo quadro rientra anche il coinvolgimento diretto degli enti locali: «L’idea è chiedere ai Comuni di entrare come soci della Fondazione, con una partecipazione accessibile. Lo chiederemo anche a Legnano», sottolinea Bamonte.

Non a caso, anche la governance riflette questa idea di unità nazionale. «Abbiamo voluto rappresentare tutta l’Italia – spiega Bamonte – dal Nord al Sud», con la sua presidenza, il direttore Antonio Cancro dal Cilento e il presidente onorario Carlo Alberto Tregua, direttore del quotidiano di Sicilia.

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 04 Maggio 2026
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