Regole chiare e una giusta distanza educativa. Daniele Novara apre la Scuola Genitori a Legnano
Il celebre “prof-pedagogista”, direttore del CPP, è salito in cattedra al Teatro Tirinnanzi per la prima lezione della scuola Genitori. Ecco i suoi consigli
Essere genitori è un’avventura: il genitore perfetto non esiste, ma affrontare questo percorso con le giuste informazioni può fare la differenza. Da qui nasce la Scuola Genitori, il progetto educativo promosso dal Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti (CPP), partito ieri sera, 8 gennaio, dal Teatro Tirinnanzi di Legnano.
In cattedra, sul palco, Daniele Novara, il celebre “prof-pedagogista”, nonchè direttore del CPP, che fin dai primi minuti ha conquistato la numerosa platea, coinvolgendo con ironia mamme e papà tra risate e riflessioni su temi concreti legati alla vita quotidiana. «Con la Scuola Genitori – ha spiegato – vogliamo dare informazioni giuste senza essere moralisti: questo è il nostro compito».

La lezione, dal titolo “L’avventura di essere genitori”, è iniziata con un test d’ingresso. Il prof ha promosso, seppur “con qualche riserva”, il pubblico legnanese, facendo una premessa: il genitore perfetto non esiste, e se esistesse sarebbe persino un problema per i figli. «Meglio essere genitori “alla buona”, ma organizzati», ha ribadito. In un’epoca di informazioni incerte, ha spiegato, cresce la fragilità educativa. Ecco allora la necessità di smontare i falsi miti contemporanei, come quello del “papà peluche” – titolo del suo ultimo libro in uscita a gennaio – e di diffidare dagli influencer che promuovono modelli iper-narcisistici.
Tra i consigli pratici: mai sedersi accanto ai figli per fare i compiti – i compiti li devono fare i figli –, evitare l’iperprotezione (come il “lettone eterno”), lasciare spazio all’autonomia e alle esperienze concrete. «I bambini devono usare le mani, fare pasticci, vivere esperienze sensoriali, giocare in modo scatenato, stare con gli altri», ha sottolineato, invitando a puntare sulla socialità più che sul controllo.
Ampio spazio anche al tema del digitale: «Il “nativo digitale” è solo un claim. L’uso dei dispositivi digitali non è inevitabile: sotto i tre anni non vanno usati, poi limitati». Novara ha ricordato anche la battaglia che sta portando avanti con il collega Alberto Pellai per regolamentare l’uso di smartphone e social tra gli adolescenti: «Pensate che ci hanno ascoltato in Australia», ha scherzato riferendosi alla nuova legge australiana che vieta l’uso dei social media ai minori di 16 anni, sottolineandone l’importanza.
Non è mancata una critica all’eccessiva medicalizzazione nell’infanzia: «La psichiatria si è sostituita alla pedagogia: oggi tutto diventa un disturbo». L’invito è a mantenere la giusta distanza educativa, con regole chiare, poche parole ma efficaci, comunicazioni operative e concrete. «Se perdi autorevolezza, poi devi urlare. Il genitore che urla è piccolo. Il miglior metodo educativo è quello “tutorial”: fate vedere, i bambini faticano ad ascoltare».
Per l’adolescenza, Novara ha suggerito la “tecnica del paletto”, ovvero richieste chiare ma con margini di coinvolgimento: «Ti occupi tu del riordino della tua camera? Come ti organizzi?». Fondamentale, infine, il dialogo tra adulti: «Bisogna parlare di più tra genitori e meno con i figli». A chiudere la serata, la citazione di Danilo Dolci: “Ciascuno cresce solo se sognato”.
I PROSSIMI APPUNTAMENTI
La Scuola Genitori arriva a Legnano grazie alla collaborazione tra Famiglia Legnanese, Rotary Club Castellanza e Lions Club Legnano Host, con il patrocinio del Comune di Legnano. Il ciclo proseguirà con altri due appuntamenti in Sala Giare a Villa Jucker:: 16 febbraio: “Aiutiamo i figli a litigare bene”, con la pedagogista Laura Beltrami; 30 marzo: “La gestione dell’ansia nei bambini e nei ragazzi”, con la pedagogista Maria Teresa Pepe.
Un percorso pensato per sostenere le famiglie e rafforzare la rete educativa tra genitori, scuola e territorio, in un contesto sociale in continuo cambiamento: «Questo è un cammino importante, non solo una singola serata, che si lega ad altri percorsi come quello della “Scuola si fa città”. È fondamentale lasciare semi per crescere come comunità educante», ha sottolineato il sindaco Lorenzo Radice in apertura della serata














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