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Deportati Tosi, posata l’ottava pietra d’inciampo a Legnano

Così la città ha reso memoria all'operaio Riccardo Ciapparelli. Minelli (Anpi): «Oggi saniamo una mancanza durata troppi anni»

Carlo Ciapparelli, operaio tornitore, deportato a marzo del 1944. È stata dedicata a lui l’ottava pietra d’inciampo posata oggi, mercoledì 18 gennaio, in piazza Monumento in occasione del 79° anniversario dei deportati della Franco Tosi a Mauthausen  celebrato oggi nei capannoni della fabbrica metalmeccanica. Alla manifestazione organizzata dall’Anpi di Legnano, presieduto da Primo Minelli, ha partecipato l’onorevole Rosy Bindi. «Con la posa della ottava pietra d’inciampo a nome di Carlo Ciapparelli – ha affermato Minelli -, saniamo una mancanza durata troppi anni. Più avanti modificheremo anche la lapide interna allo stabilimento aggiungendo il suo nome».

Commemorazione deportati Franco Tosi Legnano

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CHI ERA CARLO CIAPPARELLI

Di famiglia socialista era un attivista antifascista, un oppositore del regime totalitario, un coraggioso, che fu scoperto in seguito ad una delazione e quindi arrestato. Allora le delazioni contro gli ebrei, i partigiani, i politici e i sindacalisti erano una pratica che veniva ben retribuita dal Governo fascista, al fine di indebolire la Resistenza. Carlo Ciapparelli viene arrestato il 14 marzo 1944 e dopo aver transitato in varie prigioni a partire da San Vittore, viene deportato al lager di Mauthausen, il campo riservato ai politici e ai partigiani. Morirà di stenti a Gusen, il più crudele dei sotto-campi di Mauthausen, dopo ventun giorni dalla liberazione del campo da parte degli alleati. «Dai documenti fornitici dal nipote, che ringraziamo, risulta che il suo arresto avvenne in modo preventivo: allora la polizia del fascismo usava questi metodi repressivi. Sicuramente – ha ricordato Ciapparelli – era segnalato come uno degli organizzatori degli scioperi contro il fascismo e per la fine della guerra. Scampò alla prima deportazione del gennaio 1944, ma dopo gli scioperi del marzo 1944 proclamati dal CLN Alta Italia fu individuato e arrestato. È la storia di uno dei tanti coraggiosi, a cui dobbiamo riconoscenza, che lottarono e perirono per la nostra libertà di oggi. Un riconoscimento gli fu dato dal Comune di Legnano nel 1964, nel ventennale del suo assassinio, con una medaglia in sua memoria, in ricordo del suo sacrificio».

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Il presidente Minelli ha poi ricordato che in occasione del giorno della memoria, con il concerto al Teatro Tirinnanzi che si terrà mercoledì 25 gennaio «ricorderemo tutti coloro che vennero assassinati, soprattutto ebrei, ma anche partigiani, politici, sindacalisti, zingari, gay, diversamente abili, cioè tutti coloro che per ragioni politiche o razziali venivano considerati dal fascismo indegni di vivere. Così come a maggio, in occasione della manifestazione internazionale che si svolgerà a Mauthausen in ricordo della liberazione del campo, l’ANPI di Legnano con studenti e altri partecipanti sarà presente per deporre una corona sul luogo che ricorda questi ed altri Legnanesi combattenti della Resistenza».

Commemorazione deportati Franco Tosi Legnano

Sentiti infine i ringraziamenti agli studenti che oggi, accompagnati dai loro insegnanti, hanno partecipato alla commemorazione: «È importante che conoscano la storia e le radici della nostra democrazia e della nostra libertà, dovuta a uomini come questi che stiamo ricordando. Un bene che dobbiamo preservare e difendere poichè la libertà non è acquisita per sempre. Le guerre, i movimenti eversivi visti negli Stati Uniti, in Brasile o gli assalti alle Camere del Lavoro, gli inni al fascismo che si ripetono, ci dicono che dobbiamo vigilare. Il nostro impegno nelle scuole per raccontare cosa è stata la Resistenza che ha scritto la Costituzione antifascista continuerà, affinche i valori Costituzionali vengano applicati in una società troppo diseguale, troppo discriminatoria, con troppa povertà diffusa: conoscere il passato per costruire una società migliore, di pace, solidarietà e giustizia sociale».

Il prossimo 25 aprile saranno ricordati anche Rino Cassani, legnanese lavoratore della Emilio Bozzi. deceduto il 26 aprile 1945 a Gusen a 33 anni e Mario Pomini, operaio legnanese: faceva l’arrotino sempre alla Emilio Bozzi e morì nel ’45 a  38 anni. Sarà onorata la memoria anche degli operai deportati dalla Comerio di Busto Arsizio: Giovanni Ciampini (padre di dieci figli, faceva il tornitore e morì il 25 marzo 1945 a Mauthausen a 53 annI e Giovanni De Tomasi (operaio meccanico morto il 17 marzo 1945 a Mauthausen a 33 anni)

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Pubblicato il 18 Gennaio 2023
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