Piscina di Legnano, l’appello di un’utente storica: “Non si perda la vasca olimpionica da 50 metri”
L'invito della legnanese che ci ha scritto è quella di conciliare le esigenze della riqualificazione con quelle di chi pratica il nuoto agonistico e amatoriale in una vasca da 50 metri
Una riflessione sulla riqualificazione della piscina comunale di Legnano e, in particolare, sul futuro della storica vasca olimpionica da 50 metri. A firmarla è Giulia Re Sartò, utente dell’impianto “da decenni”, che ha scelto di rendere pubbliche le proprie perplessità sulle scelte progettuali. «Questa lettera non vuole essere polemica, ma nasce dal desiderio di esprimere la mia perplessità e la mia delusione rispetto alle recenti scelte riguardanti la piscina», scrive in una lettera inviata alla nostra redazione in questi giorni. Secondo Re Sartò, la vasca olimpionica rappresenta «una realtà unica sul territorio, oltre che una struttura di notevole valore storico», anche perché «non esistono alternative analoghe nelle vicinanze». Nel testo ricorda inoltre come, «nel 2020 sia stata sostenuta una spesa ingente per la copertura, che fino a pochi mesi fa permetteva l’utilizzo della vasca da parte di numerosi atleti, squadre e utenti del nuoto libero», una soluzione che consentiva di soddisfare esigenze diverse. L’utente si domanda quindi se fossero state valutate alternative progettuali differenti. «Quando ho saputo della costruzione delle nuove vasche, mi sono chiesta perché non fosse stata valutata anche una soluzione mobile, simile a quella adottata alla piscina Manara di Busto Arsizio, che permette di ridurre temporaneamente a 25 metri alcune corsie».
Pur riconoscendo le difficoltà gestionali, precisa: «Non sono un’addetta ai lavori e comprendo che una piscina da 50 metri comporti costi di gestione e manutenzione molto elevati, soprattutto durante i mesi invernali. Non intendo quindi negare le difficoltà che una simile struttura può comportare per il gestore». Il nodo centrale della riflessione riguarda però la riduzione degli spazi destinati alla vasca olimpionica. «Ciò che mi ha veramente delusa, e che mi ha spinta a scrivere, è la decisione di ridurre drasticamente gli spazi destinati alla vasca olimpionica. Si tratta di una struttura storica che ha permesso a moltissimi atleti e nuotatori di allenarsi e che non ha equivalenti nel raggio di molti chilometri. Nella zona esistono già numerose piscine da 25 metri e vasche estive prevalentemente destinate alle famiglie, ai giochi d’acqua e alle attività ricreative», mentre la piscina di Legnano «rappresentava una preziosa alternativa per chi volesse realmente nuotare in una vasca da 50 metri. Spero che chi si occupa della nuova piscina tenga in considerazione anche le esigenze degli atleti e degli utenti del nuoto libero. Mi auguro sinceramente che il progetto relativo alla riqualificazione della vasca da 50 metri possa ancora essere riesaminato, evitando di privare definitivamente il territorio di una struttura così rara e importante».
L’autrice conclude infine precisando di voler mantenere il dibattito sul tema della piscina: «Poiché in discussioni di questo tipo si finisce spesso per polemizzare sulle piste ciclabili, che non hanno alcuna attinenza con la questione, preciso che le utilizzo, le considero un segno di civiltà e di sicurezza e vorrei che questa discussione restasse concentrata sulla piscina».








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