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Chiusura Emerson Rescaldina: in Confindustria trattative per evitare il licenziamento collettivo

Sindacati e lavoratori chiedono all'azienda di non aprire la procedura di crisi che nel giro di 90 giorni potrebbe, in assenza di nuovi acquirenti, portare al licenziamento dei 120 dipendenti della ex Raimondi

Presidio dei lavoratori Emerson di Rescaldina oggi (21 febbraio) davanti a Confindustria Alto Milanese. I sindacati hanno incontrato i vertici dell’associazione di categoria per chiedere alla proprietà, intenzionata a delocalizzare la produzione, di non aprire la procedura che potrebbe portare al licenziamento collettivo. Al corteo tra i lavoratori e i sindacalisti ha presenziato anche il sindaco Lorenzo Radice: «Sono qui per dare tutta la mia vicinanza e sostegno».

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L’azienda, purtroppo, non intende dare tempo ed ha dichiarato la sua intenzione di aprire già questo 24 febbraio il tavolo di crisi.  Quindi, entro 90 giorni la proprietà dovrà trovare nuovi acquirenti e presentare piani industriali al Mise e alle parti sociali. Se alla fine di questi 90 giorni non ci sarà un’intesa partiranno gli ammortizzatori sociali.

«Chiediamo all’azienda di tornare sui suoi passi e di non aprire la procedura», dichiara Antonio Del Duca della Fiom Cgil. Le risposte date dall’azienda non sono soddisfacenti per i rappresentanti dei lavoratori: «Insieme alle altre sigle sindacali – aggiunge Edoardo Barra di Fim Milano Metropoli –  non vogliamo correre il rischio di vedere, dopo 90 giorni, l’avvio della cassa integrazione e poi la procedura di licenziamento collettivo. L’azienda non può nascondersi dietro procedure ufficiali per giustificare un licenziamento collettivo che porterà sempre di più alla desertificazione del tessuto industriale di questo territorio».

Corteo lavoratori Emerson di Rescaldina

La speranza, quindi, è quella di veder presto un pretendente pronto a rilevare l’area produttiva e ridare occupazione ai lavoratori: «Stiamo continuando a chiedere alla proprietà di evitare la dismissione della fabbrica e garantire la piena occupazione di tutti i lavoratori – hanno spiegato le rappresentanze sindacali prima di sciogliere il presidio davanti a Confindustria -. L’azienda ha dichiarato di essere disponibile a lavorare per trovare imprenditori interessati a riattivare il sito e dare occupazione a tutti i dipendenti. Dall’altra parte però è intenzionata ad aprire la procedura dal 24 febbraio. Nei prossimi giorni organizzeremo un’assemblea con i lavoratori per poter discutere quali saranno le prossime azioni.  Dobbiamo pensare ad iniziative che coinvolgano anche le altre aziende del territorio: questa è una crisi che interessa tutto il sistema industriale».

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di info@legnanonews.com
Pubblicato il 21 Febbraio 2022
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