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Dopo sette aste deserte arrivano le offerte, venduta la ex Manifattura di Legnano

Dopo sette aste deserte, per la ex Manifattura stavolta è stata presentata più di un'offerta ed è arrivata l'aggiudicazione «ad un prezzo assai superiore al prezzo base»

ex manifattura legnano

Buona l’ottava. Dopo sette tentativi andati a vuoto, l’ex Manifattura di Legnano è stata venduta all’asta. Questa volta la fatidica busta – quella busta della quale finora sulla scrivania del liquidatore non si era vista nemmeno l’ombra – è arrivata, anzi ne è arrivata più di una. E l’area da 41mila metri quadri è stata aggiudicata «ad un prezzo assai superiore al prezzo base»che stavolta era pari a 3.150.000 euro, ovvero il 15% circa di quanto era stato valutato anni fa quel che resta dell’ex colosso industriale. L’asta di oggi segna un punto di svolta “epocale” per un’area da anni al centro di programmi elettorali e querelle politiche ma tuttora irrisolta. E altrettanto può dirsi per Legnano, che dopo anni si trova davanti al primo passo concreto per chiudere la partita legata ad una delle “cicatrici” disseminate nel tessuto urbano della città.

Che stavolta qualcosa fosse cambiato, del resto, lo si era intuito già dall’avviso di vendita, che lasciava ampiamente intendere come il tempo per farsi avanti fosse davvero agli sgoccioli: il concordato, infatti, aveva già definito prezzi e date per il successivo esperimento d’asta, che sarebbe partito da una base di 2,5 milioni di euro e avrebbe dato tempo per presentare le offerte fino a mercoledì 8 settembre. Un’offerta da 2,5 milioni di euro, con tanto di cauzione, era però già in mano alla procedura, come a dire: chi vuole farsi avanti lo faccia ora o taccia per sempre.

Il complesso di via Lega, il cui edificio più tipico, ovvero l’opificio, è stato progettato dallo studio Mather & Platt di Manchester e costruito nel 1903 con mattoni importati dall’Inghilterra, ha fatto da cornice per oltre un secolo alla produzione di filati e tessuti. Ancora oggi la ex Manifattura è un simbolo del glorioso passato industriale di Legnano con la sua ciminiera tutta in mattoni alta 78 metri, l’unica ancora esistente in città. La saracinesca è stata metaforicamente abbassata nel 2008 dopo un’attività produttiva più che centenaria e da allora l’azienda è entrata in liquidazione. Negli anni, come dicevamo, l’area da 41mila metri quadri tra via Lega, via Banfi, via Palestro e via Alberto da Giussano era già andata all’asta sette volte, e asta dopo asta il prezzo è sceso sempre di più, ma evidentemente lo “sconto” non era bastato.

Per anni a pesare contro la procedura più che il prezzo era stata l’inesistenza dei vincoli, che metteva di fatto gli ipotetici acquirenti nell’impossibilità di sapere cosa avrebbero dovuto preservare e cosa no: difficile ipotizzare che in questa condizione qualcuno si facesse concretamente avanti. L’ostacolo però era stato superato a fine novembre, quando era andato in porto l’iter con il quale la Soprintendenza si era espressa sui tanto sospirati vincoli, individuando come meritevoli di tutela l’opificio, la ciminiera, gli uffici, il convitto e il villino in stile liberty del direttore. Le carte in tavola, insomma, già al settimo esperimento d’asta dello scorso gennaio c’erano tutte, e il riserbo mantenuto fino all’ultimo intorno alla procedura aveva fatto ben sperare, ma le speranze erano cadute nel vuoto quando per l’ennesima volta di buste con le offerte non ne erano arrivate. Ora, invece, per la ex Manifattura di Legnano si apre un nuovo capitolo.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 26 Luglio 2021
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