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L’onda “arancione” di Radice cambia volto alla giunta di Legnano

A Legnano nuove deleghe e assessorati che sparigliano le carte rispetto a quelli tradizionali, ma anche una compatibilità con la macchina comunale ancora da testare

Giunta Lorenzo Radice Comune di Legnano

Si era presentato il campagna elettorale facendo della volontà di rinnovare il suo biglietto da visita, e se il buongiorno si vede dal mattino le premesse sembrerebbero esserci tutte. Lorenzo Radice ha fatto del «coraggio di…» il suo slogan elettorale, e il primo atto di “coraggio” per Legnano è arrivato con una giunta che ha stravolto le deleghe classiche cui siamo stati abituati negli anni.

Martedì 20 ottobre il primo cittadino ha presentato la squadra di governo, ma le novità erano iniziate fin dalla campagna elettorale, con il facile pronostico che al vicesindaco in pectore Anna Pavan, visto il curriculum, sarebbero andate le deleghe a servizi sociali e salute: un inedito in un panorama comunale dove storicamente il numero due di Palazzo Malinverni, da più di vent’anni, si è sempre occupato di bilancio, urbanistica o attività produttive. Di più: quello di Anna Pavan è stato ribattezzato assessorato al benessere e alla sicurezza sociale e alle deleghe alla salute e ai servizi sociali unisce quelle alla Polizia Locale e alla Protezione Civile, in un binomio che lascia chiaramente intuire una visione dove la sicurezza è parte di un progetto più ampio sulla qualità della vita e in soldoni non fa più rima “solo” con forze dell’ordine.

Il cambio di passo è segnato anche dalla “rivoluzione” che ha investito quello che tradizionalmente è l’assessorato all’urbanistica, che ora è diventato assessorato alla città futura e coniuga ambiente, urbanistica e rigenerazione urbana. Il messaggio arriva forte e chiaro: con la giunta di Lorenzo Radice Legnano, se e quando cambierà volto, lo farà nel solco della sostenibilità ambientale. Così come le opere pubbliche per la squadra di governo arancione si sono trasformate in città bella e funzionale, con la mobilità che fa il paio con le opere pubbliche e una volta di più dà il segno delle intenzioni di sindaco e giunta, già chiare con l’introduzione di un assessorato – che per ora è “solo” una delega consiliare – alle piccole cose.

Altri segnali arrivano dall’assessorato alla comunità inclusiva, dove la scuola va di pari passo con i nuovi cittadini e il Forum stranieri, messaggio chiaro di una volontà di integrazione che deve partire da piccoli, e da quello alla qualità della vita, che riunisce sport, cultura e Palio (con delega ad hoc per la prima volta dopo quasi 20 anni), indice dell’intenzione di riaprire la partita in tre ambiti che, ciascuno a modo suo, in città hanno bisogno di aria nuova. Chiude il quadro l’assessorato al bilancio che diventa assessorato alla sensibilità, con i numeri appaiati a risorse umane e programmazione. Come a dire che i conti devono quadrare, ma nell’ambito di un disegno più grande che mette al centro Legnano e al suo servizio le casse comunali.

Quello che i prossimi mesi ci diranno, in un quadro che se non si può definire rivoluzionario poco ci manca, è la compatibilità della nuova struttura che Radice e i suoi vogliono portare a palazzo con la macchina comunale, che almeno per il momento non sembra destinata ad un restyling rispetto all’organizzazione che l’ha caratterizzata finora.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 21 Ottobre 2020
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