La Lega “boccia” l’affidamento in house della gestione del verde pubblico a Nerviano
Per il Carroccio «dall'analisi dei documenti emergono forti perplessità metodologiche e operative che penalizzano il nostro territorio»
La Lega “boccia” la scelta dell’amministrazione comunale di Nerviano di procedere con l’affidamento in house del servizio di gestione del verde pubblico. Per il Carroccio, che si dice nettamente contrario alla proposta quinquennale di affidamento da 231mila euro l’anno, «dall’analisi dei documenti emergono forti perplessità metodologiche e operative che penalizzano il nostro territorio».
«L’affidamento diretto impedisce di verificare se operatori privati del settore avrebbero potuto offrire ribassi e condizioni economiche più vantaggiose per le casse comunali», criticano dalla Lega, sottolineando inoltre come il Comune di Nerviano detenga «una partecipazione simbolica in Aemme Linea Ambiente pari a solo lo 0,8283%», con «l‘impossibilità di esercitare un reale “controllo analogo” sulla società» e «configurando un rischio di gestione autoreferenziale».
«La presunta sinergia tra i servizi di igiene urbana e verde pubblico genererà conflitti di rendicontazione e sovrapposizioni di ruoli, rendendo complesso il controllo da parte degli uffici comunali», aggiungono dal Carroccio, puntando il dito anche contro il sistema sanzionatorio che «prevede penali minime, da 200 a 500 euro, del tutto insufficienti a garantire un reale deterrente contro l’inefficienza». E ancora, per la Lega «mancano dettagli su investimenti strutturali specifici che giustifichino un vincolo così lungo di cinque anni».
«A questo scenario già critico si aggiunge una gestione dei tempi fallimentare – sottolineano dalla sezione di Nerviano del partito -. Durante l’ultimo consiglio comunale, l’assessore all’Ambiente, rispondendo a una nostra specifica domanda, ha
confermato che ci sarà una proroga tecnica del servizio di almeno 60 giorni. Questo ritardo è dovuto ai tempi di pubblicazione della delibera e alla necessità di ottenere i pareri di ANAC e Corte dei Conti. Sostanzialmente, il nuovo servizio non potrà iniziare prima di settembre».
«Considerando che la scadenza naturale del precedente appalto di due anni era fissata per la fine di maggio, sorge spontanea e legittima una domanda – concludono dal gruppo di opposizione -: perché l’amministrazione non si è mossa per tempo? Ci troviamo di fronte all’ennesima proroga tecnica, un elemento che è ormai diventato il tratto distintivo e la consuetudine di questa amministrazione, a dimostrazione di una totale mancanza di programmazione a scapito dei cittadini e della cura del nostro Paese».










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