Biciplan in ritardo a Nerviano, la Lega: “La pazienza dei cittadini è finita”
Nel mirino della Lega ancora una volta i ritardi nella realizzazione del biciplan, che mercoledì 13 maggio torneranno anche al centro della Commissione Mobilità e Infrastrutture metropolitana
«La pazienza dei cittadini nervianesi è ufficialmente esaurita». Ancora una levata di scudi dalla Lega di Nerviano contro i ritardi nella realizzazione del biciplan, che mercoledì 13 maggio torneranno anche sul tavolo della Commissione Mobilità e Infrastrutture della Città metropolitana di Milano su iniziativa del consigliere del Carroccio Christian Colombo.
«Il cantiere del biciplan “Cambio” lungo l’alzaia del Villoresi, nel tratto tra il ponte del cimitero e la Chiesa della Colorina, continua a essere l’emblema dell’inefficienza di Città Metropolitana – sottolineano dalla Lega -. Grazie all’interrogazione presentata dal nostro consigliere metropolitano Christian Colombo, sono emersi i dettagli di un cronoprogramma che, nei fatti, è già stato smentito dalla realtà. Il documento indicava chiaramente la fine di aprile 2026 come termine ultimo per la conclusione dei lavori nel tratto in questione: siamo a metà maggio e quella scadenza è stata ignorata, lasciando il percorso in uno stato di totale incertezza».
«Il termine di aprile è passato invano e le risposte fornite sugli intoppi con i subappaltatori e le varianti dell’ultimo minuto non giustificano questo stallo – aggingono dal Carroccio -. È grazie esclusivamente al pressing costante del consigliere Colombo se oggi abbiamo in mano questi documenti e se la questione rimane al centro dell’agenda metropolitana. Non permetteremo che la burocrazia metropolitana continui a danneggiare il nostro territorio con tempi infiniti e una gestione dei lavori imbarazzante. A rendere la situazione ancora più paradossale è la gestione delle chiusure: è stata infatti tolta la sbarra al ponte del cimitero, mentre rimane il blocco all’altezza della Chiesa della Colorina. Una scelta insensata che permette l’ingresso ai passanti per poi costringerli a tornare indietro o a cercare uscite di fortuna più avanti, alimentando solo confusione e pericolo».
Foto di archivio










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