Concluso il restauro della cappella di San Clemente a Cerro Maggiore
La "nuova" cappella verrà inaugurata lunedì 4 maggio alle 20.30 con una messa celebrata dal parrocco don Erasmo Rebecchi
Si è concluso il restauro della cappella di San Clemente a Cerro Maggiore, costruita con ogni probabilità per proteggere dalle intemperie i prodotti dei campi e per difendere gli abitanti in casi come le epidemie di peste. La cappella negli anni scorsi è stata completamente riqualificata, a poco più di 40 anni dall’ultimo intervento del 1983, e verrà inaugurata lunedì 4 maggio alle 20.30 con una messa celebrata dal parrocco don Erasmo Rebecchi.
Durante l’inaugurazione, costata a Palazzo Dell’Acqua oltre 100mila euro, il Comitato Rinascimento Cerrese, da anni in prima linea per il recupero del patrimonio artistico e culturale del paese, distribuirà un libretto con la storia della cappella e una litografia numerata dell’artista Ruggero Rotondi.
«Il restauro della Cappella di San Clemente è un gesto concreto di cura verso la nostra storia e verso ciò che rende riconoscibile l’identità di Cerro Maggiore – sottolinea il sindaco Nuccia Berra -. Custodire questi luoghi significa non disperdere la memoria della nostra comunità e consegnarla, con rispetto e consapevolezza, alle generazioni future. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento alla Famiglia Tonelli che in tutti questi anni si è sempre presa cura della cappella, all’architetto Maurizio Bertocchi, membro del Comitato Rinascimento Cerrese, per il supporto tecnico di direzione dei lavori, fatta con competenza e attenzione durante tutto il lungo percorso, e ovviamente agli uffici comunali ed anche allo stesso Comitato Rinascimento Cerrese che contribuiscono, con noi, a salvaguardare le bellezze nascoste di Cerro e Cantalupo e la storia in che contengono».

Il restauro della cappella di San Clemente
L’intervento di restauro ha comportato la manutenzione e il ripristino degli elementi edilizi e tecnologici necessari per garantire l’eliminazione delle cause che hanno portato al degrado della cappella votiva, in primis le infiltrazioni d’acqua e la risalita dell’umidità. A questo scopo sono stati previsti la demolizione della pavimentazione interna e della soletta, la predisposizione di un nuovo vespaio aerato con bocchette e prese d’aria e il posizionamento di una nuova pavimentazione in cotto lombardo.
I lavori, poi, hanno portato alla rimozione della zoccolatura esterna e alla sua sostituzione con beole grigie posate non con la colla ma con un aggancio meccanico proprio per lasciare una via di sfogo all’umidità. È stata inoltre rifatta completamente la copertura con il recupero delle sole gronde in legno, che hanno dovuto essere carteggiate e riverniciate, la sostituzione dei canali di gronda e l’installazione della linea vita e delle protezioni antipiccioni lungo i cornicioni della facciata principale.
Anche per le facciate esterne della cappella votiva di San Clemente si è scelto il rifacimento: il lato della cappella su via XXV Aprile è stato scrostato, è stata verificata la stabilità del supporto murario ed è stato poi eseguito un irruvidimento e formato il nuovo intonaco. Sulla facciata frontale su via San Clemente, invece, una volta verificata la stabilità degli intonaci, è stata sverniciata la superficie ed è stata rasata e ripitturata la parete; sono stati inoltre ricostruiti i cornicioni e la porta di accesso in ferro e vetro è stata fatta sabbiare e riverniciare. Per l’illuminazione degli affreschi e dell’altare è stato previsto un nuovo punto luce all’interno della cappella.
Per il recupero degli affreschi interni alla cappella, invece, è stato necessario effettuare un lavoro molto più radicale dal momento che le superfici si presentavano in uno stato di conservazione decisamente precario.













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