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Ancora 10 giorni per il crowdfunding per portare le lezioni di primo soccorso nelle scuole di Legnano

Se il crowdfunding arriverà a 7mila euro verranno inserite nel progetto anche le classi quinte del Liceo Galileo Galilei di Legnano

Generico 02 Mar 2026

I fondi serviranno per coprire le spese dei materiali necessari a insegnare le basi del primo soccorso nelle scuole legnanesi. Il primo obiettivo è stato raggiunto. Sono stati passati i primi 5mila euro per formare 500 studenti della primaria e secondaria di I livello delle scuole Bonvesin De La Riva e Rodari di Legnano. Se si arriverà a 7mila euro si aggiungeranno anche le classi quinte del Liceo Galileo Galilei di Legnano. Con altri mille euro raccolti in più si provvederà ad installare un defibrillatore disponibile 24 ore su 24 nei giardini di via Guerciotti tra l’Istituto Bonvesin de la Riva e il Liceo Galileo Galilei di Legnano, a servizio delle scuole, ma anche della cittadinanza.

L’appello è lanciato da Sessantamilavitedasalvare Altomilanese ODV, che andrà nelle scuole con i suoi volontari. La raccolta fondi è online e tutti possono partecipare anche con una piccola cifra. La BCC di Busto Garolfo e Buguggiate ha versato il 30% dell’importo del progetto non appena è stato raggiunto il 70% della raccolta fondi. «Un meccanismo incentivante, una scelta concreta per stimolare la partecipazione e moltiplicare l’effetto delle donazioni», spiega Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. La banca ha scelto non solo di promuovere e sostenere l’iniziativa, ma di coprire anche i costi di formazione dei partecipanti e di iscrizione alla piattaforma ideaginger.it per la pubblicazione online della raccolta fondi.

Portare la cultura della prevenzione e del primo soccorso direttamente nelle scuole, partendo dai più piccoli e accompagnando i ragazzi fino alla soglia dell’età adulta: è questo il cuore del progetto che si vuole realizzare negli istituti del territorio, con un percorso educativo differenziato per età e costruito per rendere bambini e ragazzi parte attiva della catena del soccorso. A supporto delle attività servono manichini da utilizzare e in classe si prevede di distribuire strumenti didattici come cartonati interattivi collegati a un’applicazione che simula l’uso del defibrillatore, libretti di partecipazione per ogni alunno, un segnalibro simbolico e materiali pensati per accompagnare il percorso lungo tutti gli anni della scuola primaria e secondaria. È per questo che servono i fondi, i volontari si occuperanno della formazione in classe.

«Il senso profondo dell’iniziativa sta proprio nell’idea che chi può intervenire può fare la differenza. In alcune situazioni di emergenza, infatti, la persona presente sul posto non è un adulto formato, ma un bambino o un ragazzo, che era affidato a lui. Per questo il progetto punta a fornire strumenti semplici, concreti e adatti alle diverse fasce d’età, affinché anche i più giovani sappiano riconoscere un’emergenza, attivare correttamente i soccorsi e, quando possibile, intervenire», spiega Luca Cantarella, presidente di Sessantamilavitedasalvare Altomilanese ODV.

Alle scuole primarie l’approccio sarà prevalentemente ludico ed esperienziale. Ai bambini verrà insegnato cosa fare in caso di emergenza attraverso un vero e proprio gioco di ruolo che coinvolge piccoli gruppi: c’è chi interpreta la persona in difficoltà, chi chiama i soccorsi, chi verifica lo stato di coscienza e chi va a recuperare il defibrillatore. È un’attività pensata per rendere naturale e non spaventoso l’approccio all’emergenza, valorizzando la collaborazione e il senso di responsabilità. Fondamentale in questo percorso sarà il coinvolgimento degli insegnanti, ai quali verranno lasciati materiali didattici, slide e strumenti per poter riproporre l’attività anche in autonomia negli anni successivi, trasformandola in un patrimonio stabile della scuola.

Alle scuole medie il lavoro si concentrerà maggiormente sulla consapevolezza. I ragazzi impareranno a riconoscere i principali segni e sintomi di un arresto cardiaco, a capire se una persona è cosciente o se respira in modo efficace e a rispondere correttamente alle due domande chiave che l’operatore della centrale pone durante una chiamata di emergenza. Verrà introdotto anche l’utilizzo di applicazioni dedicate e di supporti interattivi che simulano il funzionamento del defibrillatore, accompagnati da prove pratiche sul manichino, già previste anche per le scuole superiori.

Per gli studenti delle quinte superiori, in particolare nei licei dove il progetto è già stato avviato, è previsto un corso completo di primo soccorso, consentito solo dai 16 anni in su, per questo ci si concentra sulle classi quinte. In questo caso, si struttura un percorso per permettere ai ragazzi, ormai maggiorenni, di acquisire competenze operative più avanzate e una reale autonomia di intervento.

Il progetto avrà un doppio obiettivo: formare gli studenti e, allo stesso tempo, trasformare la scuola in un moltiplicatore di conoscenza. I materiali lasciati agli istituti permetteranno, infatti, agli insegnanti di declinare i contenuti come riterranno più opportuno e di trasmetterli anche ad altre classi, con o senza la presenza dei formatori. L’idea è che ogni classe possa tornare sul tema nel tempo, adattandolo alla propria crescita.

Alla base di tutto c’è un’ idea semplice ma potente: costruire una rete fatta di persone consapevoli, preparate e pronte a intervenire. Si tratta di un investimento culturale prima ancora che sanitario, che parte dai banchi di scuola e punta a rendere il territorio più sicuro, oggi e domani. Tra settembre e dicembre sono state portare a termine con successo cinque campagne di crowdfunding in cui la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha garantito il suo sostegno. «La nostra è un’iniziativa che unisce territorio, cultura, solidarietà e cooperazione – conclude Roberto Scazzosi -. Una banca di comunità, come la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, oggi più che mai dimostra che il credito cooperativo può fare la differenza»

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Pubblicato il 04 Marzo 2026
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