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Fiori e fiocchi bianchi, Rescaldina ricorda Carol Maltesi

Rescaldina ha ricordato Carol Maltesi, la 27enne italo-olandese uccisa e fatta a pezzi da un vicino di casa, in un luogo simbolo: il Giardino delle Donne

Rescaldina ricorda Carol Maltesi

I fiori bianchi sulle panchine rosse che “gridano” il no di un paese alla violenza di genere, i fiocchi bianchi sull’albero di mimosa, le parole della poesia di Alda Merini “Sorridi donna”. A poco più di una settimana da quando il suo corpo è stato identificato, Rescaldina ha ricordato Carol Maltesi, la 27enne italo-olandese residente in paese che è stata uccisa e fatta a pezzi dal vicino di casa Davide Fontana. E per farlo ha scelto un luogo simbolo, quel “Giardino delle Donne” riportato a nuova vita negli anni scorsi dagli stessi cittadini che hanno scelto di affidargli un messaggio ben preciso colorandone di rosso le panchine.

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«Ci siamo chiesti cos’era giusto fare in memoria di Carol e abbiamo pensato di dover fare un piccolo gesto come giunta, come amministrazione e come gruppo politico – ha spiegato il sindaco Gilles Ielo, visibilmente commosso -. Ci sembrava giusto anche rispetto a tutto il clamore che questo caso ha portato con sé per la crudeltà e l’efferatezza di quello che è avvenuto. Abbiamo scelto il Giardino delle Donne perché questo è un luogo al quale la comunità ha voluto dare un significato preciso colorando le panchine di rosso. Abbiamo scelto di apporre dei fiocchi bianchi che sono il simbolo del contrasto alla violenza contro le donne e di lasciare anche una poesia dedicata a Carol che per noi è molto significativa perché riteniamo che abbia subito sia la violenza che l’ha portata alla morte, sia una violenza nei giorni successivi, in cui la sua figura secondo noi non è stata rispettata. È un errore culturale che la nostra società fa, da un punto di vista anche linguistico commettiamo ogni giorno una violenza sulle donne e anche l’utilizzo di determinati termini per noi è questione di cultura: quella cultura che dobbiamo sviluppare soprattutto nei giovani affinché ogni tipo di violenza, non solo quella di cui abbiamo letto in questi giorni ma anche quella verbale e morale verso le donne, venga superata da una conoscenza più alta».

Rescaldina ricorda Carol Maltesi

Carol Maltesi si era trasferita poco meno di un anno fa a Rescaldina, andando a vivere in una casa di corte in via Barbara Melzi dove poco dopo sarebbe andato ad abitare anche Davide Fontana, l’uomo che sarebbe diventato il suo carnefice. Lui stesso lunedì 28 marzo, ad oltre due mesi dalla morte della donna, si era presentato lunedì 28 marzo ai Carabinieri offrendo informazioni che da subito sono risultate contraddittorie agli occhi degli inquirenti rispetto a quanto emerso fino a quel momento dalle indagini. Sottoposto ad una serie di contestazioni, Fontana aveva finito per l’omicidio e l’occultamento del cadavere, prima conservato in un congelatore appositamente acquistato e poi, una volta fatto a pezzi, gettato in un dirupo di montagna in Valcamonica dopo un primo tentativo di bruciarlo in un barbecue.

Proprio ieri, mercoledì 6 aprile, Fontana è stato nuovamente ascoltato dagli inquirenti in un’interrogatorio fiume durato cinque ore durante il quale l’uomo si è dato più volte del vigliacco per non aver avuto il coraggio di chiamare subito le Forze dell’Ordine, come ha riferito il suo legale all’Ansa. Nel fine settimana, peraltro, gli investigatori della Scientifica dei Carabinieri di Brescia, il procuratore capo di Busto Arsizio Carlo Nocerino e il sostituto Carlo Alberto Lafiandra erano tornati nella casa di corte si via Barbara Melzi dove si sarebbe consumato l’omicidio di Carol Maltesi per ulteriori accertamenti.

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 07 Aprile 2022
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