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Odori molesti a Rescaldina, tre aziende nel mirino dei controlli

Tre aziende sono state individuate come possibili fonti degli odori molesti a Rescaldina e segnalate come tali alle autorità competenti

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Svolta nella ricerca delle cause degli odori molesti che non danno tregua a Rescaldina e ai suoi cittadini, “colpendo” soprattutto la frazione di Rescalda. Da mesi gli abitanti denunciano molestie olfattive anche di forte intensità: principalmente odore di plastica, gomma bruciata e zolfo, ma alcuni rescaldinesi hanno segnalato anche odore di materiale in decomposizione. Proprio grazie alle segnalazioni degli abitanti e ai controlli della Polizia Locale, sono state individuate tre aziende – due con sede in paese e una con sede a Gorla Maggiore – che potrebbero rappresentare la fonte delle molestie olfattive.

Le tre attività produttive, come ha spiegato nei giorni scorsi durante l’ultima seduta del consiglio comunale l’assessore alla sostenibilità ambientale, Elena Terraneo, sono state segnalate dalla Polizia Locale ad ARPA Lombardia, ad ATS Milano Città Metropolitana e ATS Insubria e alla direzione generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia. «È stato chiesto agli organi preposti un intervento affinché vengano effettuati puntuali controlli relativi alle autorizzazioni di emissioni possedute – ha sottolineato l’assessore alla partita -. Contestualmente è stato comunicato l’avvio del procedimento alle tre attività produttive individuate e quindi soggette ai controlli. A seguito della comunicazione inviata ad Arpa Lombardia, la sede di Parabiago ha inoltre comunicato di aver provveduto a inserire nella programmazione annuale 2020 i controlli alle due aziende afferenti al territorio di loro competenza. ARPA ha proposto di trattare l’odore di plastica, gomma bruciata e zolfo, segnalato come proveniente dalle due aziende sul territorio di Rescaldina, con verifiche documentali e dirette. Per l’altra segnalazione odorigena, invece, la Polizia Locale sta procedendo a verificare quale altra amministrazione comunale contigua abbia manifestato problematiche odorigene simili per capire quali altri soggetti coinvolgere nel tavolo tecnico».

Non è la prima volta che la questione degli odori molesti finisce sul tavolo del consiglio comunale di Rescaldina. Già lo scorso dicembre, infatti, il Movimento 5 Stelle aveva presentato una mozione ad hoc per conoscere le azioni intraprese dall’amministrazione targata Vivere Rescaldina per identificare la fonte della molestia olfattiva e risolvere il problema. Allora l’assessore Terraneo aveva spiegato che era stato aperto un canale per la raccolta delle segnalazioni dei cittadini da inoltrare poi ad ARPA. L’assessore alla partita aveva anche spiegato che, in caso di esito negativo dei controlli, poiché il paese si trova al confine con la provincia di Varese, sarebbe stata applicata la procedura prevista dalle norme regionali, con l’istituzione di un tavolo di confronto e il coinvolgimento degli organi sovracomunali, delle aziende individuate come possibili cause degli odori e di cittadini ed esperti.

E anche nei giorni scorsi il parlamentino rescaldinese è tornato ad occuparsi di molestie olfattive su sollecitazione dei pentastellati, di nuovo grazie ad una specifica mozione finalizzata ad ottenere aggiornamenti sulla situazione. Anche perché «il periodo di isolamento forzato e stop di gran parte delle attività produttive dovute all’ emergenza Covid-19 – come ha fatto notare Massimo Oggioni, capogruppo del Movimento a 5 Stelle in consiglio comunale – ha creato una situazione unica e si spera irripetibile per identificare l’origine degli odori molesti, o quantomeno escludere tutte le attività che nel frattempo hanno continuato lecitamente ad operare».

Gli odori molesti avvertiti a Rescaldina sono finiti anche nel mirino del Codacons, che ha diffidato Piazza Chiesa a prendere provvedimenti. «Il comune di Rescaldina deve porre maggiore attenzione alle esigenze dell’ambiente e alla salute dei cittadini – è l’invito del presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli -: si deve capire da cosa dipenda il forte odore emanato nella zona e capire se vi possa essere un qualche problema alla salute. Bisogna tutelare l’ambiente, eliminando tale realtà».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 28 Luglio 2020
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