Avis, incontro tra sezioni: raccontare la solidarietà nelle scuole
Le sezioni AVIS della provincia di Varese si sono riunite sabato 27 giugno a Morazzone per un focus di lavoro sulla partecipazione nelle scuole. I volontari raccontano agli studenti il valore del dono e della solidarietà e sono decisi a farlo con sempre maggior consapevolezza e impegno
Un incontro per parlare di scuola e di volontariato. Un focus di diverse ore per confrontarsi e riflettere su cosa AVIS possa fare per le scuole del territorio.
È quanto avvenuto sabato 27 giugno a Morazzone, dove nonostante il caldo torrido numerose sezioni AVIS che arrivavano da tutta la provincia si sono riunite e hanno lavorato per ore. Come formichine rosse, i volontari si sono messi in cammino verso un obiettivo comune: migliorare sempre di più l’apporto dell’associazione alle scuole.
Da diversi anni i volontari bussano alle porte degli istituti scolastici per portare agli studenti la loro testimonianza.
Lo fanno in modalità e metodi differenti, a seconda dell’età del giovane pubblico e dei progetti introdotti, eppure c’è un grande scopo che accomuna tutte le esperienze e le sensibilità esposte: promuovere la cultura del dono, del volontariato e della cittadinanza attiva. Tre grandi pilastri custoditi nello statuto di AVIS.

A tenere il filo del laboratorio, Liana Bonfanti, Referente scuola di AVIS Provinciale. Una carica che Bonfanti mostra di avere sul petto, ma soprattutto dentro, e una energia travolgente che arriva al gruppo di volontari, diversi per età, formazione e skills, ma accomunati da una caratteristica basilare: quell’essere “donatori”, che cambia lo sguardo verso la realtà.
Il valore del dono
Questo messaggio arriva ai bambini e ai ragazzi che «si accorgono se siamo sinceri e se portiamo un messaggio in cui crediamo davvero» ha allertato Bonfanti, invitando a raccontare al giovane pubblico il leit motiv che smuove ogni azione. Occorre trasmettere che «Io scelgo di fare questa cosa, di essere un volontario. Raccontare il miracolo del “Dare senza ricevere nulla in cambio” che in una società mercificata fa sicuramente fare uno switch valoriale».
In classe i volontari non parlano di sangue e donazione in modo pratico: prelievi e gruppi sanguigni restano approfondimenti più legati alla didattica e in classi superiori.
Con i bambini, AVIS arriva per lanciare un messaggio sull’importanza del tendere la mano. Aiutare, difendere, riconoscere i bisogni dell’altro, con gesti anche piccoli, che anche un bambino può comprendere e mettere in pratica, in famiglia e con i compagni.

Un coup de théâtre che ha fatto scattare un applauso sincero, la presenza di Marco Dall’Osto, un tempo uno degli alunni che incontrò Liana Bonfanti in un progetto a scuola, diventato ora donatore AVIS e testimone dell’efficacia di queste iniziative.
I progetti nelle scuole
Dopo i ringraziamenti all’Amministrazione comunale per gli spazi concessi nella nuova biblioteca, si è passati alla presentazione di tre progetti che già da diverso tempo sono entrati nelle scuole.
«Il coinvolgimento e la collaborazione con le istituzioni locali, in particolare la scuola, è fondamentale. Dirigenti scolastici e insegnanti sono i nostri alleati: insieme a loro i semi che noi piantiamo nei ragazzi possono germogliare. Vanno ringraziati, perché ci permettono di entrare in classe e parlare agli studenti.
Ciò che occorre fare è spiegare loro come l’obiettivo del nostro laboratorio non è trovare nuovi futuri donatori – sarebbe bello, ma non è questo a smuoverci – ma far crescere cittadini consapevoli, che basino la loro esistenza sull’altruismo».
Valori di cui questa società non è mai satura.
Questi i progetti presentati:
- Presentazione Progetto Avis Provinciale – Scuola Secondaria di Primo grado con attività di coinvolgimento dei ragazzi, promossa da Liana Bonfanti

- Presentazione del Progetto Rosso Sorriso rivolto ai bambini della Scuola Primaria presentato da Silvia Caldiroli di Avis Comunale Gorla Minore, attività che si svolge da diversi anni.

- Presentazione Progetti Scuola di Avis Comunale Morazzone nella Scuola secondaria di Primo Grado e nella Scuola Primaria con la testimonianza di Rossella Mongera.

La discussione si è poi animata con il focus su altri lavori, portati avanti in altrettante realtà, raccontate dai volontari intervenuti nella discussione.

Ciò che Liana Bonfanti ha saputo costruire – riconosciutole anche da Sonia Baratelli, del coordinamento nazionale di AVIS, è l’aver dato vita ad un gruppo di lavoro propositivo e ricco di buoni propositi. Dove nessuno è salito in cattedra e tutti si sono sentiti possibili protagonisti di un reale cambiamento.
Sul finire, una volontaria si è avvicinata a Silvia Caldiroli – volontaria di Gorla Minore e promotrice del Progetto Rosso Sorriso – per ringraziarla. «È stato bello ascoltarti: quando hai confessato di non essere un’insegnante, nè un’educatrice, ma di esserti lanciata, perché credevi nel l’iniziativa di Oreste Castagna.. Beh, è stato un’ispirazione, mi ha dato coraggio».

Raccontare il bene si può. È questa la lezione più grande che un gruppetto di formichine rosse si è portato a casa da una mattina di lavoro.
AVIS Provinciale ci crede e vuole continuare a farlo.










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