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SCOPERTA UNA DISCARICA ABUSIVA DI RIFIUTI SOLIDI E NOCIVI

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Il sindaco di Cerro Maggiore, Antonio Lazzati, indica su una cartina il luogo della discarica abusiva (Foto Vincenzo Armatura)
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La notizia è dell’ultima ora e quindi ancora in fase di sviluppo. Quel che è certo è che nella tarda mattinata di oggi (9 novembre) è stata scoperta sotto il terreno all’interno della cava Borromeo di Cerro Maggiore una discarica abusiva di rifiuti solidi urbani e industriali, tra cui sostanze nocive come vernici e solventi.

A dare la notizia è stato lo stesso sindaco di Cerro Maggiore Antonio Lazzati che insieme al vicesindaco Calogero Mantellina hanno convocato immediatamente una conferenza stampa.

“Nell’ambito di un progetto di risanamento della cava Borromeo – ha spiegato il sindaco Lazzati – la società Esperia di Parabiago ha scoperto durante delle operazioni di carotaggio questa discarica abusiva. Subito i lavori di scavo sono stati bloccati. L’area è stata recintato ed è stata immediatamente contattata l’Arpa per avviare tutti gli accertamenti e le dovute verifiche sulle responsabilità dell’illecito. La scoperta è di oggi e quindi per il momento non è possibile aggiungere altro, se non che gli esperti hanno fin da subito escluso allarmi ambientali”.

Infatti, se è vero che la discarica si trova a pochi metri della falda acquifera è altrettanto vero che non è da qui che viene “pescata” l’acqua per i cittadini di Cerro Maggiore.

Quindi nessuna emergenza. Certamente però l’Arpa, l’Amministrazione comunale e le forze dell’ordine hanno avviato subito tutta una seria di accertamenti per capire prima di tutto chi possa essere stato a seppellire quei veleni. Verranno anche eseguiti altri scavi per verificare se esistono sotto questo terreno di circa 80 metri cubi altre discariche.
Da precisare che l’area è da poco tempo di proprietà dell’Esperia di Parabiago che in accordo con l’Amministrazione comunale di Cerro Maggiore aveva avviato un intervento per lo smaltimento di rifiuti inerti. I lavori all’interno dell’area erano appena iniziati, attraverso appunto operazioni di carotaggio.

E’ bastato però scavare sotto i peidi ed ecco la sorpresa: rifiuti solidi e tossici all’interno di un sito privo delle necessarie autorizzazioni.

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Pubblicato il 09 Dicembre 2008
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