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“SE IL PADRONE E’ CINESE”: LA STORIA DEI WU SU “L’ESPRESSO”

Il giornalista Fabrizio Gatti racconta questa nuova generazione in un lungo reportage in cui compaiono i titolari del borgo Antico di Legnano...

"E' la nuova generazione. lavoratori Italiani. Padroni Cinesi". Una condizione che accomuna qualche migliaio di Italiani concentrati soprattutto tra Milano e hinterland. Fabrizio Gatti giornalista del periodico L'Espresso, è andato a cercare le storie di questa nuova generazione in crescita e ne è uscito un bel reportage dal titolo "Cina Pad"  pubblicato questo venerdì sul settimanale.

Tra le tante storie di imprenditori cinesi che danno lavoro a italiani c'è anche quella di Francesco Wu ingegnere elettronico che, con suo fratello Silvio Wu, 29 anni, anche lui ingegnere (nella foto di Andrea Frazzetta che compare su la copertina de L'Espresso i due fratelli in primo piano), è  proprietario del ristorante italiano Borgo Antico di via Ponzella 38 a Legnano, da noi più volte intervistato. 

Il numero di imprese della Repubblica popolare ha subito una crescita del 233 % in soli 10 anni. Basti pensare che su 2010 mila cinesi in Italia, le ditte di connazionali sono ormai 41mila. E la maggior parte degli imprenditori è concentrata a Milano con 2.800 società: il 5,3 % di tutte le piccole imprese a Milano, secondo una ricerca Camera di commercio. Ma a differenza di città come Prato e Napoli, a Milano e dintorni l'imprenditoria cinese opera in regola come lo sono i dipendenti italiani.

"Lo sai perché ci si rivolge alla manodopera italiana?", è la domanda a cui cerca di rispondere il trentaduenne Francesco Wu, i cui dipendenti non hanno gli occhi a mandorla e sono: lo chef Ivan Nicolai, il  cameriere Matteo Galli e il cuoco Carlo Mezzenzana.  "A volte è una questione di marketing – spiega il legnanese Wu su "L'Espresso" – Nel caso di un ristorante italiano conta anche la professionalità. Per altri imprenditori, la ragione è che l'immigrazione dalla Cina è venuta a mancare. I cinesi stanno tornando indietro".  

Francesco Wu è presidente dell'Unione imprenditori Italia-Cina ed è in Italia dal 1989 quando la sua famiglia ha raggiunto il papà arrivato in Italia tre anni prima. Come è stato già scritto in un nostro servizio, nel servizio Gatti ricorda che Francesco Wu non è cittadino italiano "perché una legge folle impedisce di concedere la cittadinanza a chi in Italia è cresciuto, ha studiato e lavora". Non solo i fratelli italo-cinesi danno lavoro a dipendenti italiani ma, come fa Alberto Lu Rong Yi  con la squadra "Sesto 2012", altra storia presente nel servizio, i Wu sponsorizzano anche la squadra di calcio, di basket e il Palio di Legnano. 

"La sua gestione del ristorante è scientifica – spiega il giornalista del "L'Espresso" – mesi di tirocinio in cucina, razionalizzazione delle spese per ridurre i costi. E soprattutto tante ore di lavoro". Wu spiega al reporter di fare in totale solamente 6 giorni di ferie l'anno. Anche perché deve tenere conto della restituzione del prestito familiare che ha raccolto tra circa duecento parenti. Come emerge dal reportage, il Paese del Dragone intanto continua a fare incetta nel "Made in Italy, dai discount ai brand del lusso e dell'alta moda, e anche i sindacati iniziano a mettere in conto l'ipotesi di dovere fare dei passi indietro. 

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 18 Giugno 2013
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