Vandalismi e scioperi a Legnano, danni ancora da definire: “Da zero a un massimo di 6mila euro”
La cifra dipenderà dalla possibilità di recuperare il tavolo da ping pong rovinato. Carvelli (FdI): «In caso di condanna paghino i genitori». Radice: «Legnano non è stata devastata».
«Da zero a un massimo di 6mila euro». È la cifra a cui potrebbero ammontare i danni provocati durante le due giornate di sciopero studentesco a Legnano, degenerate in atti di vandalismo messi in atto da gruppetti minoritari di giovanissimi. Una somma che potrebbe variare in base alla possibilità di recuperare, senza doverlo sostituire, il nuovo tavolo da ping pong davanti alle scuole, sul quale è stata bruciata carta igienica.
Lo ha comunicato il sindaco Lorenzo Radice, rispondendo all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Stefano Carvelli durante il consiglio comunale del 21 ottobre. La conta è ancora in corso: «I danni più consistenti riguardano il tavolo da ping pong e quello con la scacchiera – ha spiegato Radice –. Questi arredi sono stati rovinati, ma fortunatamente non sono stati rotti. Da uno sguardo esterno non credo sia necessaria la sostituzione, ma abbiamo chiesto alla ditta incaricata di fare le proprie valutazioni. Per questo dico che la cifra massima potrebbe essere di 6mila euro. Mi auguro non sia necessario».
Per quanto riguarda gli altri episodi, secondo il sindaco non comportano costi per la collettività. Radice ha quindi invitato a raccontare quanto accaduto senza esasperazioni: «Fa bene alla nostra città essere precisi. Legnano non è stata devastata. Ci sono stati problemi e sono stati fatti danni. È molto grave che sia stata trovata una molotov, questo sì. Il cestino non è stato dato alle fiamme, ma è stato incendiato il suo contenuto, subito spento. Il cestino è ancora lì ed è perfettamente funzionante. Sono stati presi dei cartelli da un cantiere, ma non sono stati divelti e il cantiere non è stato danneggiato. Si parla di una sassaiola, ma sono stati lanciati tre sassi, un fatto che ritengo grave, ma che va descritto come tale. Sono stati accesi tre fumogeni, uno al parco di via Diaz e due davanti al Commissariato: i fumogeni non sono stati lanciati. Ed è stato rovinato un tavolo da ping pong, sul quale è stata bruciata della carta igienica».
Il primo cittadino ha quindi ribadito la necessità di utilizzare parole appropriate: «Quando diciamo di disarmare le parole, disarmiamole davvero, perché dobbiamo raccontare la realtà per quello che è. Abbiamo il dovere di dire ai ragazzi che queste cose non si devono fare. I danni ammontano da zero a 6mila euro, nel caso in cui dovessimo sostituire il tavolo da ping pong e quello da scacchi, ma da quello che ho visto non credo sarà necessario. Sarà comunque l’azienda che lo ha installato a stabilire se ci saranno dei costi o meno». Radice ha inoltre precisato che «sono stati fermati ben più dei tre soggetti indicati dalla stampa» e che successivamente sono stati convocati i genitori, con i quali è stato avviato un confronto.
Soddisfatto della risposta, il consigliere Stefano Carvelli ha chiesto che, in caso di condanne e qualora fosse confermata la necessità di sostituire gli arredi danneggiati, siano le famiglie dei responsabili a sostenere i costi. «Io sono un garantista e so che chi è stato fermato, seppur minorenne, dovrà affrontare un eventuale processo. Trattandosi di minori, il Comune non può nemmeno costituirsi parte civile. Qualora dovessero arrivare delle condanne, vorrei comunque che, per i costi degli interventi necessari a ripristinare gli arredi, partisse una logica azione del nostro Comune per chiedere il risarcimento alle famiglie. Non servono necessariamente atti legali, possono esserci anche delle mediazioni. L’atto simbolico proposto dal sindaco ci può anche stare, ma come cittadini ci tenevamo a conoscere il costo dei danni e volevamo sapere se il Comune si fosse attivato per tutelare i soldi dei legnanesi».










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