Il preside del Dell’Acqua di Legnano tra gli studenti: “La scuola c’è con chi manifesta pacificamente”
«La scuola c’è con chi manifesta pacificamente, non con i teppisti e con i delinquenti». È il messaggio lanciato da Emanuele Giordano, dirigente scolastico dell’istituto Carlo Dell’Acqua di Legnano, che questa mattina, lunedì 19 ottobre, ha voluto essere presente al parco di via Diaz, dove circa 200 studenti si sono ritrovati per una nuova giornata di protesta. Dopo “i vandalismi e i disordini di venerdì 16 ottobre” , il preside ha ribadito la disponibilità della scuola ad ascoltare le richieste dei ragazzi, prendendo però nettamente le distanze da qualsiasi forma di violenza.
«Il messaggio che voglio mandare è semplice ed è quello di stare tranquilli, perché manifestare non significa devastare, non significa svaligiare i negozi, così come hanno fatto a Milano – ha dichiarato Giordano, facendo riferimento agli scontri del fine settimana nel capoluogo lombardo –. Significa semplicemente riflettere tutti assieme su come possiamo migliorare, ma tutti assieme, non gli uni contro gli altri».
Un richiamo al dialogo e alla responsabilità, accompagnato dalla preoccupazione per quanto accaduto venerdì, quando durante la manifestazione sono stati svuotati estintori, lanciati petardi e compiuti atti vandalici nella zona delle scuole. «Predisporre già di rompere tutto, di usare gli estintori all’interno della scuola o nelle pertinenze della scuola, magari facendo male a qualcuno, questo non è possibile. La scuola c’è con chi manifesta pacificamente e vuole veramente il miglioramento continuo della propria condizione scolastica, non con i teppisti e con i delinquenti».
Le segnalazioni e l’allerta alle forze dell’ordine
Il dirigente ha spiegato di aver ricevuto segnalazioni sulla possibile presenza alla manifestazione di gruppi provenienti anche da altre città. «Mi dicono che c’è un gruppo di Busto Arsizio e di Parabiago che è pronto a venire qua a dare man forte per fare squadra per devastare, ma noi questo non glielo permetteremo». Si tratta di informazioni riferite al preside, non di circostanze accertate.
«Io già ieri ho allertato le forze dell’ordine», ha precisato Giordano, ricordando che gli agenti erano presenti sin dalle prime ore della mattinata per monitorare la situazione.
Il preside ha quindi richiamato gli studenti anche alle possibili conseguenze disciplinari dei comportamenti violenti. «Ogni atto inconsulto sarà punito, credo, da un punto di vista penale, ma anche a livello scolastico, perché vi ricordo che c’è il cinque in comportamento, e con il cinque in comportamento anche se un ragazzo ha tutti 10 nelle varie discipline viene bocciato».
Il confronto tra i dirigenti scolastici
Giordano ha infine sottolineato l’importanza del coinvolgimento del personale scolastico nella gestione di queste giornate di protesta, precisando che anche alcuni docenti del Dell’Acqua erano presenti al parco e che aveva visto personale del Bernocchi.
Il dirigente ha inoltre spiegato di aver condiviso già nella serata di domenica con una collega gli screenshot di alcuni messaggi WhatsApp ricevuti, contenenti informazioni sulla manifestazione. «Credo che la mia collega si sia organizzata. Io posso rispondere delle mie azioni», ha concluso.
Una presenza, quella del preside, con l’obiettivo di ribadire che il diritto degli studenti a manifestare deve essere tutelato, senza lasciare spazio a violenze e vandalismi che rischiano di mettere in secondo piano le ragioni della protesta.






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.