Le verità più profonde stanno ne “Le cose che non diciamo”
Elizabeth Strout torna in libreria con una storia che porta il lettore in un universo fatto di personaggi fragili e confusi, ma anche luminosi e pieni di vita
Le cose che non diciamo,
di E. Strout
ed. Einaudi
€ 19.00
Da sempre maestra nel descrivere le sfumature del comportamento e della psiche, Elizabeth Strout torna in libreria con una storia che porta il lettore in un universo fatto di personaggi fragili e confusi, ma anche luminosi e pieni di vita.
Artie Dam è un insegnante di storia di mezza età, benvoluto dagli studenti e rispettato dai genitori. Ama la vela, i volti ora arrabbiati, ora timidi dei suoi ragazzi e le chiacchierate, sempre piú rare, con suo figlio Rob. Eppure Artie si è disamorato della vita. Sotto il tetto della bella casa affacciata sulla costa del Massachusetts, che condivide con la moglie Evie – terapeuta familiare abituata a curare i disastri altrui e meno i propri -, il silenzio ha cominciato a pesare, la distanza imposta da Rob si è acuita, e la solitudine è diventata un rumore di fondo da quando Flossie, l’amica eccentrica capace di farlo ridere, se n’è andata lontano con la raccomandazione di «stare allegro come al solito». E c’è poi, tutto intorno, una comunità scossa da nuovi rancori sociali che, alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2024, minacciano di esplodere alla prima scintilla.
La menzogna, si direbbe, dilaga nella sua vita privata come in quella pubblica, e Artie diventa l’incarnazione del sogno americano infranto contro le contraddizioni del nostro tempo. Ma è un improvviso incidente in barca a portarlo a un passo dal fondo e, paradossalmente, a restituirlo alla superficie con una verità indicibile tra le mani. Un segreto capace di riscrivere trent’anni di matrimonio e di ridefinire i confini del taciuto.
Attorno alla figura di Artie, Elizabeth Strout intesse un meraviglioso arazzo di esistenze imperfette, isolate eppure vicine, consonanti nelle loro diversità. E sarà proprio nella fatica quotidiana e commovente di rivelarsi all’altro, che i personaggi riusciranno a lasciarsi le proprie fratture alle spalle, per tornare a guardare la luce.
Bellissimo!
Amanda Colombo – Galleria del Libro










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.