Accuse di pedopornografia in una falsa email della Polizia: attenzione è una truffa
Un cittadino di Legnano ha ricevuto una falsa email della Polizia giudiziaria con accuse di pedopornografia: riconosciuta la truffa, ha segnalato il tentativo alla Polizia locale.. Assessore Brambilla: «Non fatevi prendere dal panico e contattate subito le Forze dell’Ordine»
Una falsa comunicazione della Polizia giudiziaria, con accuse legate a pedopornografia e cyber-pornografia, è arrivata nella casella email di un cittadino di Legnano. L’uomo non è caduto nel raggiro e ha segnalato l’accaduto alla Polizia locale di Legnano, che mette in guardia i cittadini da tentativi di truffa di questo tipo. La segnalazione è arrivata mercoledì 23 settembre al Comando di corso Magenta. Il legnanese aveva ricevuto un’email proveniente dalla sedicente Direzione generale di Polizia giudiziaria nella quale, facendo riferimento a una presunta indagine informatica, gli venivano contestate infrazioni in materia di pedopornografia, siti pornografici e cyber-pornografia.
Il cittadino, che in passato era già stato contattato telefonicamente da sedicenti funzionari di Polizia, ha riconosciuto il tentativo di truffa e ha deciso di rivolgersi alla Polizia locale anche per contribuire a mettere in guardia altre persone. Diversi gli elementi che permettono di riconoscere la falsità della comunicazione. Nell’allegato all’email compaiono infatti una formattazione anomala, simboli sformattati e nessuna firma. Viene inoltre indicato come Procuratore della Repubblica il nome di una persona che non ricopre quella carica. Ma c’è soprattutto un elemento che deve far scattare l’allarme indipendentemente dall’aspetto del documento: la Polizia giudiziaria non comunica in questo modo l’esistenza e il contenuto di un’indagine. Comunicazioni di questo genere non vengono effettuate tramite posta elettronica e gli eventuali dettagli relativi a un’indagine non vengono anticipati via email, ma comunicati nelle forme previste e, quando necessario, attraverso la convocazione dell’interessato.
Rivolgersi sempre alle Forze dell’Ordine
L’invito è quindi a diffidare da email di questo tipo e a non dare seguito alle richieste contenute nei messaggi, rivolgendosi alle forze dell’ordine in caso di dubbi o segnalazioni. «Voglio ringraziare il cittadino che ha comunicato il tentativo di truffa alla nostra Polizia locale, perché ci offre l’occasione di ribadire quello che deve essere il comportamento da tenere in questi casi – dichiara Mario Brambilla, assessore alla Sicurezza -. I truffatori, per gettare le persone in uno stato di panico e abbattere le difese del senso critico, fanno sempre leva su accuse di entità molto grave. L’unico modo per affrontare questo tipo di
truffe, che avvengono nella modalità dello spam, è rivolgersi immediatamente alle nostre forze dell’ordine, Polizia postale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza o Polizia locale: niente meglio di un contatto diretto, cui fare tutte le domande del caso, può aiutare a venire a capo di situazioni che, nella stragrande maggioranza dei casi, colpiscono le persone alla sprovvista e che rischiano, se non affrontati correttamente, di trasformarsi in problemi, quelli sì, reali».










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.