Duecento partecipanti alla Pacialonga 2026, festa anche per la vittoria di Sant’Erasmo al Palio
Quest'anno la Pacialonga ha avuto anche un festeggiare la vittoria di Sant'Erasmo al Palio. Proprio per questo una delle soste è stata organizzata alla chiesetta di Sant'Erasmo, dove è custodito il Crocione
Duecento partecipanti, tre gruppi in cammino e diverse tappe tra sapori, storia e luoghi del quartiere. È tornata domenica 13 settembre a Legnano la Pacialonga, manifestazione organizzata dalla parrocchia di San Pietro alla Canazza insieme alla contrada Sant’Erasmo, arrivata alla sua 17ª edizione.
Un appuntamento che affonda le sue radici negli anni Duemila e che, dopo essere stato proposto per diverse edizioni, aveva conosciuto una lunga interruzione: «Per questioni di età, di organizzazione e anche per i cambiamenti della vita a un certo punto ci si era fermati – racconta Marco Banfi, organizzatore dell’evento –. Tra gli ideatori della manifestazione ci sono anche i miei genitori e abbiamo deciso di dare una mano per riportarla in vita e fare qualcosa per il quartiere».
Circa 200 le persone che hanno risposto all’invito, suddivise in tre gruppi con partenze alle 11.30, alle 12 e alle 12.30. Ad accompagnarle un itinerario a tappe, ognuna abbinata a qualcosa da assaggiare: dalle bruschette e polpette dell’antipasto alla pasta e fagioli, fino a formaggi, dolce, caffè e ammazzacaffè per concludere la giornata in contrada.
Quest’anno la Pacialonga ha avuto anche un significato particolare per Sant’Erasmo, contrada vincitrice del Palio di Legnano 2026. Proprio per questo una delle soste è stata organizzata alla chiesetta di Sant’Erasmo, dove è custodito il Crocione, conquistato dalla contrada biancoazzurra lo scorso 31 maggio.
Il percorso ha permesso anche di riscoprire alcuni luoghi del territorio, con una tappa a Villa Morganti, edificio sottoposto a tutela, dove ai partecipanti è stato servito un assaggio di formaggi.
Dietro alla giornata c’è stato un importante lavoro organizzativo, che ha coinvolto contradaioli e volontari della parrocchia. «I nostri contradaioli sono stati impegnati soprattutto nell’organizzazione – spiega Diego Navarra, gran priore della contrada di Sant’Erasmo – perché ogni tappa prevede attività e ristoro e bisogna preparare e trasportare tutto il necessario. Abbiamo invitato anche le altre reggenze e le altre contrade, che nel corso degli anni hanno sempre partecipato e ci hanno dato un buon riscontro».
Un impegno che per Sant’Erasmo va oltre la manifestazione. «Come contrada abbiamo anche un ruolo sociale – sottolinea Navarra– e ci è sembrato naturale dare una mano al quartiere. È una manifestazione molto bella, che dà valore anche alla nostra attività di contrada, e siamo contenti che continui».
Al fianco di Banfi nell’organizzazione c’è anche Michela Mazzucco, insieme al gruppo della parrocchia San Pietro, impegnato anche nella preparazione dei piatti. Una festa che ha coinvolto tutto il quartiere e la città.












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