Fondazioni Ticino Olona Nord Milano e Ovest Milano, il primo bando condiviso apre la strada alla fusione
Un percorso condiviso, avviato circa otto mesi fa, che porterà alla nascita di un unico ente in grado di operare su un territorio di circa un milione e 300 mila abitanti.
Un bando condiviso come primo segnale del percorso verso la fusione. Per la prima volta in vent’anni le Fondazioni Ticino Olona Nord Milano e Ticino Olona Ovest Milano si presentano insieme, con un’iniziativa che porta i loghi di entrambe e che ufficializza il progetto di unificazione delle due realtà. Un percorso condiviso, avviato circa otto mesi fa, che porterà alla nascita di un unico ente in grado di operare su un territorio di circa un milione e 300 mila abitanti. A parlarne oggi, venerdì 17 luglio, sono stati Massimo Minelli presidente della Fondazioni Ticino Olona Nord Milano con Salvatore Forte Fondazioni Ticino Olona (Ovest Milano). Insieme a loro, nella sede legnanese in via Gilardelli, anche il sindaco di Legnano Lorenzo Radice. E proprio in questo contesto è stato presentato “Comunità Connesse – Welfare al Plurale”.
«Sui nostri territori sta cambiando qualcosa noi dobbiamo saper cogliere questi mutamenti e dare risposte – afferma Forte -. È da sette, otto mesi che le due fondazioni stanno lavorando insieme per verificare se sia possibile arrivare a una fusione. Perché farla? Perché, in modo molto pragmatico, ci consentirebbe di continuare a promuovere bandi come questo e, soprattutto, di accedere a maggiori risorse. Con l’unione arriveremmo a operare su un territorio di circa un milione e 300 mila abitanti, una dimensione superiore a quella di molte province. Questo ci permetterebbe accedere a risorse che finora non abbiamo potuto ottenere». Secondo Forte, la futura fondazione avrà un patrimonio superiore di oltre il 40% rispetto all’attuale e potrà diventare «una fondazione di peso, con una voce più forte». La crescita dimensionale, però, non dovrà tradursi in un allontanamento dalle comunità locali. «Ci rendiamo conto che oggi vale ancora quello slogan di tanti anni fa: pensare globalmente e agire localmente – spiega Forte -. Ci sono dinamiche che riguardano tutto il territorio metropolitano e con cui dobbiamo confrontarci. Anche unendoci continueremo a mantenere questo rapporto privilegiato con i territori: una visione d’insieme, ma interventi mirati per promuovere e sostenere le singole comunità».
Sulla stessa linea il presidente della Fondazione Ticino Olona Nord Milano che ha sottolineato come il bando condiviso sia il primo tassello di un progetto più ampio. «Stiamo vivendo sul territorio un periodo di forte disagio. Vogliamo ragionare insieme per capire se, con questo bando, riusciamo a parlare su un piano metropolitano. L’obiettivo è costruire un lavoro a matrice, con punti di connessione in tutta l’area del Nord Milano, mantenendo però uno sviluppo specifico nelle aree di competenza definite omogenee» Minelli ha spiegato che l’intenzione è completare la fusione prima della scadenza naturale degli attuali consigli di amministrazione. «Stiamo lavorando per realizzare la fusione molto prima del 31 dicembre 2027, quando termineranno i mandati degli attuali consigli di amministrazione. Non intendiamo diminuire il rapporto con il territorio, anzi tutt’altro. La sfida è unirci e, nello stesso tempo, continuare a essere presenti a livello locale.»
Anche il sindaco Radice, ha letto il progetto in una prospettiva più ampia, legata allo sviluppo della Città metropolitana. «La visione è quella di una dimensione metropolitana nella quale Legnano rappresenta un centro. Ormai tutto ha una dimensione metropolitana, tutto si muove secondo queste logiche. Siamo una Città metropolitana e dobbiamo costruirla, non subirla».
Il percorso di fusione è dunque avviato e si concluderà al massimo entro la fine del 2027. Anche se l’intento è quello di accellerare i tempi. «Oggi presentiamo questo bando ancora come due fondazioni separate – spiegnano i due presidenti -. Abbiamo avviato il percorso di fusione, ma non è un processo semplice: dobbiamo trovare il giusto equilibrio sia sotto il profilo politico sia sotto quello amministrativo. La volontà, però, è comune e cercheremo di arrivare alla fusione il prima possibile, nei tempi necessari perché la nuova fondazione nasca nelle migliori condizioni possibili, senza trascinarsi criticità delle due realtà attuali».
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