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A Rho la nuova frontiera dell’imaging coronarico con l’IA salva paziente “complesso”

Al Laboratorio di Emodinamica dell'ospedale di Rho una piattaforma OCT di ultima generazione, integrata con l'intelligenza artificiale, migliora precisione diagnostica e trattamenti mini-invasivi per le malattie coronariche

Generico 06 Jul 2026

Nel panorama della cardiologia interventistica italiana, l’ASST Rhodense si conferma all’avanguardia. Al Laboratorio di Emodinamica del Presidio Ospedaliero di Rho, è stata consolidata l’adozione di una tecnologia rivoluzionaria: la Tomografia a Coerenza Ottica (OCT) di ultima generazione. Questo sistema, che integra intelligenza artificiale e valutazione fisiologica, sta trasformando radicalmente l’approccio alla cura delle malattie coronariche complesse.

Il caso

Lo scorso giugno, l’efficacia di questa tecnologia è stata dimostrata in un caso clinico di particolare complessità. Un paziente, affetto da pluripatologie internistiche che avrebbero reso il tradizionale intervento di bypass aorto-coronarico eccessivamente rischioso, presentava stenosi coronariche eterogenee, inclusa una CTO (occlusione cronica totale). Dopo un’attenta analisi da parte dell’Heart Team — il gruppo multidisciplinare che include emodinamisti e cardiochirurghi — si è deciso di procedere con un trattamento percutaneo guidato dalla nuova piattaforma OCT. Grazie a questa tecnologia, rara nel contesto ospedaliero nazionale, l’équipe ha potuto trattare la patologia in modo completo e definitivo, evitando al paziente un intervento cardiochirurgico invasivo.

Cos’è l’OCT?

Se l’ecografia intracoronarica (IVUS) è da tempo un punto di riferimento, l’OCT rappresenta un salto evolutivo. Utilizzando la luce a infrarossi, questa tecnica permette di “visualizzare” le pareti delle arterie dall’interno con una risoluzione 10-50 volte superiore rispetto alle metodiche ecografiche tradizionali. Il sistema, basato sull’intelligenza artificiale, funge da vero e proprio co-pilota per il cardiologo
interventista.

I vantaggi chiave della nuova tecnologia

Efficienza operativa: l’acquisizione di immagini è estremamente rapida e il flusso di lavoro è semplificato, velocizzando la procedura.
Precisione diagnostica: l’IA identifica automaticamente le caratteristiche critiche delle placche aterosclerotiche, supportando il medico nelle decisioni terapeutiche in tempo reale. Riduzione del contrasto: la capacità di estrarre informazioni dettagliate con una singola acquisizione riduce il ricorso al mezzo di contrasto, salvaguardando la funzionalità renale dei pazienti fragili. Controllo immediato: il sistema permette di verificare istantaneamente la qualità dell’impianto dello stent, garantendo risultati ottimali già in sala operatoria.

«Il successo ottenuto evidenzia una verità fondamentale della cardiologia moderna: i trattamenti percutanei rappresentano oggi una valida alternativa al bypass, a patto che vengano rispettate due condizioni imprescindibili – spiegano dall’Asst Rhodense -. La prima è la decisione collegiale: il confronto all’interno dell’Heart Team, diretto da Giuseppe De Angelis e composto da Guido Vittori, Susanna Benincasa, Luigi Politi, Luca Matteucci, Fabio Piazza, assicura che il percorso terapeutico sia sempre il più indicato per il singolo paziente. La seconda è la disponibilità tecnologica: avere a disposizione strumenti diagnostici avanzati permette di trattare le lesioni coronariche con tale precisione da non dover “rimpiangere” nel follow-up la scelta di aver optato per una strategia mininvasiva rispetto a quella chirurgica. Con l’integrazione di questa piattaforma basata sull’IA, l’ASST Rhodense non solo eleva lo standard di cura, ma garantisce ai pazienti affetti da patologie complesse una speranza concreta di guarigione rapida, sicura ed efficace».

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Pubblicato il 08 Luglio 2026
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