Osservatorio Civico: “Giunta da manuale Cencelli, ci aspettavamo scelte di ampio respiro”
Critiche dalla civica anche per il mancato riconoscimento della presidenza del consiglio comunale alle opposizioni
Mentre il consiglio comunale di Legnano si prepara a tornare in aula per definire la composizione delle commissioni consiliari, dai banchi dell’opposizione continuano ad arrivare critiche per la scelta della maggioranza di non affidare la presidenza del parlamentino alle minoranze e per la composizione della giunta “7+2” da cui è ripartita la coalizione arancione. Se in aula era stato l’ex candidato sindaco Federico Amadei a stigmatizzare la mancanza di apertura di Radice e dei suoi nonostante il ballottaggio combattuto e l’astensionismo, ora è la sua civica a rincarare la dose.
Osservatorio Civico riparte dalla «preoccupante situazione dettata dal fatto che un legnanese su due non vota più ripetutamente, e che il sindaco eletto Radice è stato votato solo da un legnanese su quattro, riportando solo 23 voti in più complessivi rispetto al risultato che aveva ottenuto del 2020, seppur con maggior numero di votanti complessivi al ballottaggio», senza «nessun plebiscito». In questo quadro, per la civica, che in vista del ballottaggio aveva rilanciato l’idea del “campo largo” e dell’apparentamento con l’attuale maggioranza, «sarebbe stata necessaria da parte del sindaco una grande apertura a tutte le forze politiche e a tutta la società civile legnanese ed una nuova visione della politica cittadina, civica e partecipata».
«Osserviamo che così non è stato per le scelte del sindaco riguardo la giunta, che sembrano fatte utilizzando il manuale Cencelli – è la critica di Osservatorio Civico -, che per chi non lo sapesse era un politico democristiano che inventò un manuale per dividere le poltrone stipendiate tra i partiti, nel caso della giunta Radice quattro al PD, tre ad Insieme per Legnano ed una a Rilegnano, peraltro senza parità di genere. Ci saremmo aspettati invece scelte di ampio respiro, un coinvolgimento forte della società civile e dei migliori professionisti della nostra città nella gestione della cosa pubblica, e questo non è avvenuto».
«Anche per ciò che riguarda la presidenza del consiglio comunale non c’è stato il tanto auspicato riconoscimento della carica alle opposizioni e non c’è stata neanche una discussione aperta e chiara sul nome del candidato proposto dalla maggioranza – concludono dalla civica -; anche in questo caso ci saremo aspettati tutt’altro atteggiamento, un’apertura ed un confronto costruttivo che non vi sono stati. Se il buongiorno si vede dal mattino l’unico sentimento che possiamo sentire adesso è quello della malinconia di osservare un sindaco che molto probabilmente non ha compreso la contingenza ed i problemi emersi dalla recente elezione amministrativa in termini di partecipazione dei cittadini alla politica e di passione degli stessi per la vita pubblica e di essersi chiuso a riccio tra i suoi fedelissimi, esattamente come sei anni fa».
Foto di archivio










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