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Quando una macchina radiocomandata rimette in moto gli studenti. Il Facchinetti “corre” con Project MTA4

La macchina radiocomandata Project MTA4 è nata dalla collaborazione tra il prof. Emilio Di Palma e gli studenti della classe 4AMS del corso serale con indirizzo Meccatronica del Facchinetti

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Quando una macchina radiocomandata dà una svolta ad un anno scolastico. Si chiama Project MTA4, è ancora in via di sviluppo, ma ha già riacceso i motori degli studenti del corso serale con indirizzo Meccatronica dell’Istituto Facchinetti di Castellanza.

Il progetto è nato dalla collaborazione tra il prof. Emilio Di Palma e gli studenti della classe 4AMS del corso serale con indirizzo Meccatronica, e ha iniziato a prendere forma a fine ottobre, quando il docente, che ha oltre vent’anni di esperienza nel modellismo dinamico, ha deciso di portare in classe un modello radiocomandato per dare un taglio più pratico alle lezioni. Da lì è nato un percorso che ha trasformato le lezioni in occasioni di «crescita, competenza e futuro», come sottolineano dalla scuola, dimostrando letteramente come in aula si possa passare dalla teoria alla pratica.

«Mi sono trovato davanti una classe molto eterogenea, per competenze e percorsi personali – racconta il prof. Di Palma -. Mi sono sentito come un direttore d’orchestra senza spartito. Ho capito che, per coinvolgere tutti e insegnare materie non semplici come Meccanica, Sistemi e Automazione, dovevo puntare sulla curiosità». Anche perché il corso serale «non è un punto d’arrivo, ma una ripartenza»: «È una scelta coraggiosa – sottolinea il docente -, un modo per scommettere e investire su se stessi. In questi mesi ho visto studenti, inizialmente rassegnati, accendersi e appassionarsi, fino a non voler lasciare l’aula nemmeno al suono della campanella delle 23».

Project MTA4 è ancora in fase di sviluppo, ma i risultati raggiunti sono già significativi. Il modello è in grado di trasmettere a distanza la propria posizione GPS, i giri del motore, il livello del carburante e persino una stima del tempo rimanente di utilizzo. Altri sensori permettono inoltre di monitorare lo slittamento della frizione, la temperatura e l’umidità dell’aria aspirata dal motore.

«Arrivare fin qui non è stato semplice – conclude il docente -, ma vedere l’entusiasmo degli studenti quando hanno agganciato i primi satelliti e visualizzato i dati sulla web app realizzata da loro è stata un’emozione fortissima».

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 29 Maggio 2026
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