Dal lago Kivu ai ragazzi soldato: la missione del dottor Del Bene tra guerra, orfanotrofi e frontiere chiuse
Tra ospedali da campo, bambini senza famiglia, ragazzi soldato mutilati dal conflitto e frontiere improvvisamente chiuse, la missione umanitaria della Fondazione War Children Hospital prosegue in condizioni sempre più difficili
«Queste visite agli orfanotrofi mi devastano emotivamente». La voce del dottor Massimo Del Bene ci arriva dal Congo orientale, dove la guerra continua a lasciare ferite profonde sui corpi e nelle vite dei più giovani. Tra ospedali da campo, bambini senza famiglia, ragazzi soldato mutilati dal conflitto e frontiere improvvisamente chiuse, la missione umanitaria della Fondazione War Children Hospital di Legnano prosegue in condizioni sempre più difficili. Dopo giorni trascorsi a Goma, città al centro delle tensioni armate nell’est della Repubblica Democratica del Congo, il medico legnanese ha raggiunto Bukavu attraversando il lago Kivu: sei ore di navigazione per continuare un viaggio che unisce assistenza sanitaria e sostegno umanitario. Ed è da li che oggi, venerdì 22 maggio, ci racconta lo stato di fatto. «Ho visitato e operato all’ospedale di Goma – ci racconta Del Bene –. Mercoledì ho operato ragazzi soldato feriti nell’ultima guerra. Situazioni durissime, che ti restano dentro».

Accanto all’attività chirurgica, la missione ha portato anche aiuti concreti ai più piccoli. «Ieri abbiamo raggiunto un orfanotrofio a Bukavu per consegnare materiale scolastico: quaderni, biro e una donazione a una suora che accudisce 250 bambini orfani. Sono momenti che ti segnano profondamente». Giorni intensi durante i quali tra interventi e consegne si è tenuto un incontro con la dirigenza dell’ospedale di Bukav. Non sono mancati nuovi contatti per organizzare la prossima missione sanitaria. Poi il tentativo di lasciare il Congo per raggiungere il Ruanda, necessario per poter prendere il volo di rientro da Kigali. Ma qualcosa è andato storto e domani, sabato 23 maggio, c’è il volo del rientro. «Stasera abbiamo provato a entrare in Ruanda, ma ci hanno rimbalzato. La frontiera era chiusa speriamo vada meglio domani in quanto il volo è nel pomeriggio».

Una situazione complicata che rischia di mettere in discussione il rientro della delegazione italiana. «Oggi, venerdì 22 maggio, non siamo riusciti a entrare in Ruanda perché la frontiera è chiusa. Ci riproveremo domani mattina: il volo è domani pomeriggio e servono circa cinque ore di macchina per raggiungere Kigali». Nel frattempo il medico legnanese guarda già ai prossimi progetti umanitari. Tra questi c’è una raccolta fondi per realizzare un pozzo d’acqua alimentato da pannelli solari. «Servono circa 25mila euro – spiega Del Bene – perché il terreno è lavico e i lavori sono molto complessi. Ma è un intervento fondamentale per dare acqua e autonomia a queste comunità». La missione della Fondazione War Children Hospital continua così tra emergenze sanitarie, instabilità politica e gesti concreti di solidarietà.
Congo-Ruanda, frontiera chiusa: incerto il rientro della missione legnanese del dottor Del Bene








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