Focus auto: proprietà vs. possesso. Perché cresce la quota di chi sceglie il noleggio a lungo termine
Le abitudini di acquisto, però, stanno cambiando. Le rilevazioni pubblicate da ANIASA mostrano una crescita costante del noleggio a lungo termine
L’auto è stata per decenni un bene rifugio del bilancio familiare italiano: si comprava, si manteneva, si rivendeva dopo anni di uso. Le abitudini di acquisto, però, stanno cambiando. Le rilevazioni pubblicate da ANIASA mostrano una crescita costante del noleggio a lungo termine, sia tra le aziende sia tra privati e professionisti con Partita IVA. Le ragioni sono in parte economiche, in parte legate al modo in cui usiamo l’auto.
Costi di possesso: quanto pesa davvero un’auto
Quando si parla di costo di un’auto, l’attenzione si concentra spesso sul prezzo di listino. È solo una parte del quadro. Il costo totale di possesso include carburante o energia, assicurazione RCA e coperture accessorie, bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria, pneumatici, eventuali interessi sul finanziamento e la perdita di valore al momento della rivendita. L’ACI pubblica annualmente le tabelle dei costi chilometrici per i diversi modelli, utili come riferimento.
La svalutazione, in particolare, è la voce meno visibile ma spesso la più pesante: una vettura nuova, nei primi tre anni, può perdere una quota rilevante del prezzo iniziale a seconda del segmento, dell’alimentazione e dell’andamento del mercato dell’usato. Non si tratta di una spesa che esce dal conto corrente mese per mese, ma incide sul patrimonio nel momento della rivendita.
Cosa cambia con il noleggio a lungo termine
Nel noleggio a lungo termine il cliente paga un canone mensile fisso per una durata contrattuale concordata, in cambio dell’uso dell’auto e di un pacchetto di servizi inclusi. Il veicolo resta di proprietà del locatore e, al termine del contratto, viene restituito senza necessità di trovare un acquirente per l’usato.
Le voci tipicamente comprese nel canone sono: manutenzione ordinaria e straordinaria, copertura RCA, garanzie accessorie (furto, incendio, kasko a seconda del prodotto), assistenza stradale, gestione del bollo, eventuale auto sostitutiva. Il numero esatto di servizi può variare da contratto a contratto: per questo è importante leggere con attenzione cosa è incluso e cosa, invece, può restare a carico del cliente.
Secondo Noleggio Semplice, nella valutazione di una formula di noleggio a lungo termine non andrebbe considerato solo il canone mensile, ma anche l’insieme dei servizi inclusi, la durata, il chilometraggio e le condizioni di gestione del veicolo. Una guida operativa al noleggio a lungo termine può aiutare a confrontare le voci principali.
Privati, professionisti, aziende: usi diversi della stessa formula
Il NLT non è solo per le aziende. Si è progressivamente esteso a privati e Partite IVA. Le motivazioni cambiano:
- per i privati, conta soprattutto la prevedibilità della spesa mensile, l’inclusione delle assicurazioni nel canone e la possibilità di non doversi occupare dell’usato a fine contratto;
- per i professionisti con Partita IVA, oltre ai vantaggi di gestione, contano la deducibilità del canone secondo i parametri stabiliti dalle norme fiscali e la possibilità di scaricare l’IVA quando l’auto è effettivamente strumentale all’attività;
- per le aziende, il NLT è uno standard nella gestione delle flotte, dove conta la possibilità di disaccoppiare l’investimento iniziale dall’uso del veicolo.
In tutti i casi, la richiesta del servizio comporta una valutazione del merito creditizio del cliente, con la presentazione di documentazione reddituale o di bilancio.
Quando il NLT non è la scelta giusta
Il noleggio a lungo termine non si adatta a ogni profilo di utilizzo. Chi percorre un chilometraggio molto basso e tiene il veicolo per oltre dieci anni può, nel lungo periodo, trovare più conveniente l’acquisto. Lo stesso vale per chi guida modelli che storicamente mantengono bene il valore nel tempo, ad esempio alcune motorizzazioni a benzina di segmento medio o piccolo. Anche chi ha la possibilità di gestire da sé manutenzione e burocrazia, e non considera questi aspetti un costo, può trovare nel possesso una soluzione più adatta.
Il NLT trova invece il proprio terreno naturale dove la prevedibilità dei costi, la riduzione del numero di scadenze e l’inclusione di garanzie ampie hanno un peso maggiore rispetto al valore residuo dell’auto. È una scelta che risponde a un calcolo: pesare la quota di tempo, attenzione e capitale che si è disposti a dedicare alla gestione del veicolo e confrontarla con il costo di una formula in cui questa gestione è esternalizzata.
Cosa controllare prima di firmare
Indipendentemente dalla durata e dal chilometraggio scelti, alcuni elementi del contratto meritano una lettura attenta: presenza o assenza della copertura kasko, valore delle franchigie, costo dei chilometri eccedenti, gestione delle gomme stagionali, condizioni di riconsegna del veicolo (in particolare il punto su graffi, ammaccature e usura) ed eventuali costi a fine contratto. Sono variabili che possono incidere in modo sensibile sul costo reale della formula.






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