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Il libro de La Tela di Rescaldina sui bambini e ragazzi morti per mafia al Salone del Libro di Torino

Venerdì 15 maggio alle 11.30 il volume sarà presentato nello spazio "Dire, fare e lottare contro la mafia oggi" al Padiglione Oval, con "Insieme si può" di Nando Dalla Chiesa

In un libro le storie dei minorenni uccisi dalla mafia

Il libro dedicato a bambini e ragazzi morti per mano delle mafie dell’osteria sociale La Tela di Rescaldina “sbarca”al Salone del Libro di Torino. Venerdì 15 maggio alle 11.30 il volume, edito da ITL libri, sarà presentato nello spazio “Dire, fare e lottare contro la mafia oggi” al Padiglione Oval, con “Insieme si può” di Nando Dalla Chiesa, in un incontro dedicato alla memoria delle vittime innocenti delle mafie e al valore concreto dell’impegno civile e sociale. A confrontarsi saranno Nando dalla Chiesa, don Massimo Mapelli e Giovanni Arzuffi, presidente della Tela di Rescaldina

Il libro “La mafia porta via vite innocenti” raccoglie storie, racconti e riflessioni dedicati ai minori vittime innocenti delle mafie. Un progetto nato dal concorso “RicordaTela. Storie di mafia e ingiustizia”, scritto dagli studenti delle scuole del Legnanese per un concorso promosso dall’osteria sociale nata in un bene sequestrato alla mafia, insieme dal presidio territoriale di Libera Legnano, al Patto dei sindaci dell’Altomilanese e al Comune di Rescaldina, con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.

«Ci ha colpito molto la capacità dei ragazzi di entrare nelle storie delle vittime a cui hanno deciso di dare voce, anche quando le informazioni a disposizione erano davvero pochissime». È uno dei passaggi centrali della riflessione firmata da Giovanni Arzuffi nella prefazione. Arzuffi racconta nel libro il lavoro di ricerca svolto dagli studenti per ricostruire le vicende dei bambini e dei ragazzi uccisi dalla mafia. «Ricordo volentieri il caso di una classe che aveva scelto un nome “difficile”, perché del bambino ucciso tanti anni fa dalla mafia non era rimasta quasi memoria», scrive. «Con tenacia, interesse e impegno gli studenti sono riusciti non solo a risalire alla vicenda analizzando le poche fonti disponibili, ma anche a ricostruire pezzi di memoria andata perduta». Un impegno che ha portato persino alla dedica dell’aula magna della scuola media di un paese siciliano al piccolo Vincenzo Mulè.

Nel testo introduttivo, gli studenti dell’Istituto Dante Alighieri di Cerro Maggiore spiegano il senso del loro lavoro: «Ci siamo stupiti leggendo quanto numerosi fossero i loro nomi, commossi scoprendo le loro storie e indignati davanti a tanta violenza e ingiustizia». E ancora: «Abbiamo provato a raccontare gli ultimi momenti della loro vita attraverso immagini e parole, cercando di immedesimarci in questi ragazzi».

Nella prefazione del volume, la procuratrice aggiunta della Direzione distrettuale antimafia di Milano Alessandra Dolci ricorda che le vittime minorenni censite da Libera dal 1945 a oggi sono 117 e afferma che «non esiste una mafia buona», perché «la riserva di violenza, anche contro i più innocenti di tutti, i bambini, c’è e ci sarà sempre». Il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi, nel suo intervento contenuto nel volume dedicato alle vittime innocenti, sottolinea invece il valore educativo del progetto: «Ogni gesto che genera consapevolezza è un investimento nella coscienza civile della nostra comunità».

Nel libro “La mafia porta via vite innocenti” sono ricordati 31 minori vittime della criminalità organizzata: Angela Talluto, 1 anno, Montelepre (PA) uccisa il 7 settembre 1945, Angelica Pirtoli, 2 anni, Parabita (LE) uccisa il 20 marzo 1991, Valentina Terracciano, 2 anni, Pollena Trocchia (NA) uccisa il 12 novembre 2000, Nicola (Cocò) Campolongo, 3 anni, Cassano allo Ionio (CS) ucciso il 16 gennaio 2014, Domenico Petruzzelli, 3 anni, Palagiano (TA) ucciso il 17 marzo 2014, Giuseppina Utano, 3 anni, Reggio Calabria uccisa il 12 dicembre 1975, Caterina Ciavarrella, 5 anni, San Nicandro Garganico (FG) uccisa il 28 marzo 1981, Giuseppe Asta, 6 anni, Pizzolungo, Erice (TP) ucciso il 2 aprile 1985, Salvatore Asta, 6 anni, Pizzolungo, Erice (TP) ucciso il 2 aprile 1985, Ninfa Marchese, 7 anni, Marsala (TP) uccisa il 22 ottobre 1971, Mariangela Ansalone, 8 anni, Oppido Mamertina (RC) uccisa l’8 maggio 1998, Nadia Nencioni, 8 anni, Firenze uccisa il 27 maggio 1993, Virginia Marchese, 9 anni, Marsala (TP) uccisa il 22 ottobre 1971, Salvatore Feudale, 10 anni, Crotone ucciso il 20 settembre 1973, Marcella Tassone, 10 anni, Laureana di Borello (RC) uccisa il 23 febbraio 1989, Domenico (Dodò) Gabriele, 11 anni, Crotone ucciso il 20 settembre 2009, Simonetta Lamberti, 11 anni, Cava de Tirreni (SA) uccisa il 29 maggio 1982, Saverio Purita, 11 anni, Vibo Valentia ucciso il 23 febbraio 1990, Antonella Valenti, 11 anni, Marsala (TP) uccisa il 22 ottobre 1971, Stella Costa, 12 anni, San Severo (FG) uccisa il 18 giugno 2002, Vittorio Maglione, 12 anni, Villaricca (NA) ucciso il 10 aprile 2009, Vincenzo Mulè, 12 anni, Alessandria della Rocca (AG) ucciso il 9 febbraio 1981, Paolino Riccobono, 13 anni, Palermo ucciso il 19 gennaio 1961, Giovanni Gargiulo, 14 anni, Napoli ucciso il 18 febbraio 1998, Giuseppe Piccolo, 14 anni, Cercola (NA) ucciso il 31 marzo 1991, Giuseppe Di Matteo, 15 anni, San Giuseppe Jato (PA) ucciso il 11 gennaio 1996, Michele Fazio, 16 anni, Bari ucciso il 12 luglio 2001, Concetta Lemma, 16 anni, Feroleto della Chiesa (RC) uccisa l’11 gennaio 1963, Rita Atria, 17 anni, Roma uccisa il 26 luglio 1992, Stefano Ciaramella, 17 anni, Casoria (NA) ucciso il 2 settembre 2001, Emanuela Sansone, 17 anni, Palermo uccisa il 28 dicembre 1896.

Accanto a “La mafia porta via vite innocenti” sarà presentato anche “Insieme si può”, edito da In Dialogo, dedicato all’esperienza di Libera Masseria, bene confiscato alla ’ndrangheta a Cisliano e oggi trasformato in spazio di comunità, inclusione e solidarietà. Il volume racconta «la testimonianza di come l’impegno e l’assunzione di responsabilità da parte di una comunità, che si riunisce intorno a una motivazione di giustizia, vissuta sia in chiave cristiana sia civica, può davvero generare un cambiamento sociale, culturale ed educativo».

Don Massimo Mapelli evidenzia come nei Comuni della cintura sud-ovest di Milano «si conta un bene confiscato ogni mille abitanti», un dato che dimostra quanto la presenza mafiosa sia «forte, reale, pervasiva». Da qui la necessità che i beni confiscati diventino «volano di solidarietà, inclusione e accoglienza» e siano capaci di «restituire senso di giustizia» ai territori. Nella prefazione al libro, Luigi Ciotti scrive: «I discorsi sulla legalità, la responsabilità e la partecipazione civica rischiano di suonare sempre più vuoti e retorici» senza «segnali di concretezza alle popolazioni colpite dalla prepotenza mafiosa». Don Ciotti definisce Libera Masseria «un bene confiscato, oggi liberato», capace di dimostrare concretamente come una comunità possa produrre «un cambiamento sociale, culturale ed educativo».

Un libro dà voce ai bambini uccisi dalle mafie: le storie raccontate dagli studenti dell’Alto Milanese

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Pubblicato il 12 Maggio 2026
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